Editoria a pagamento? No, grazie!

Anni fa ho collaborato per un breve periodo per una rivista letteraria, che recensiva esclusivamente libri di esordienti che avevano pagato per la pubblicazione: esperienza che ancora oggi mi fa rizzare i capelli sulla testa come quelli della regina Himika di Jeeg robot d’acciaio, per la qualità infima dei testi. Motivo per cui in tempi recentissimi ho rifiutato un lavoro analogo (oltre tutto non retribuito).
L’editoria a pagamento è un cancro del mondo dei libri, e vede coinvolte due categorie di persone: da un lato editori che definire tali è un’esagerazione, perché sono semplicemente furbetti in cerca di polli da spennare, non diversi da categorie di persone che detesto quali i vari piazzisti porta a porta, al telefono o per strada. Truffatori, insomma. Truffatori che qui però hanno come complici i babacchioni che  dall’altra parte cascano nella trappola della loro offerta, bevendosi i complimenti (insinceri) che questi danno loro, e accettando di tirare fuori delle cifre considerevoli per dei libri che cento ad uno finiranno nei loro solai a prendere polvere.
Ci sono case editrici che pubblicano gli esordienti senza farsi pagare, occorre avere tempo, costanza e umiltà, ma lasciarsi incantare dalle lusinghe dell’editoria a pagamento per avere in mano il proprio nome stampato sul libro, beh quello è proprio da idioti. Tra l’altro, i libri pubblicati a spese degli autori non vengono considerati dalle biblioteche, dalle librerie, dalle redazioni giornalistiche importanti, perché considerati, e a ragione mi verrebbe voglia di dire, privi di interesse.
Altre strade più tecnologiche da percorrere che posso capire e condivido sono il farsi un sito web con i propri scritti o l’aprire uno spazio Lulu con il print on demand. Ma dare 1000, 2000, 3000 euro ad un piazzista dell’editoria contento di fregarvi come quello del Folletto con la nonnina, questo è proprio da pirla, se mi consentite il francesismo.
Se si ha un po’ di amor proprio e si crede nel proprio lavoro, rifiutiamo queste forme truffaldine di editoria: che non si venga retribuiti per cosa si scrive è all’inizio abbastanza normale, che si debba rimettere di tasca propria, ecco questo è proprio inaccettabile.
Consiglio di leggere anche cosa scrive la mia amica Facebookiana Sonia Caporali, anche lei scrittrice.
Comunque, quei testi erano allucinanti… mi ricordavano le mail che quel folle di Mazara del Vallo mi ha scritto qualche mese fa per convincermi a pubblicare i suoi racconti illustrati wiccan: da delirio!
Se amiamo scrivere, rifiutiamo certe cose.

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