Sedotta e abbandonata

Ho voluto vedere questo classico del cinema all’italiana, ambientato in un’Italia tanto lontana ma tanto vicina, quella dei primi anni Sessanta, in un Sud in cui c’erano ancora tradizioni ancestrali legate alla verginità femminile, di cui rimane vittima la povera Agnese, deliziosamente interpretata da Stefania Sandrelli. Un documento d’epoca, e occhio che la condizione femminile non mi sembra poi tanto meglio, e non per colpa degli immigrati: dopo la stagione femminista degli anni Settanta c’è stato un riflusso, oggi ci si aspetta che noi donne ci continuiamo a sacrificare per gli uomini, facendo loro da serve in tutto e per tutto, e veniamo tacciate di essere bisbetiche ed egoiste se ci ribelliamo ai cosiddetti ruoli tradizionali. Senza contare poi le storie del bunga bunga e il fatto che l’Italia ha il triste primato delle donne inattive.

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