Cinquant’anni senza Marilyn

Continua ad occhieggiare da poster, magneti, portapenne, libri, ma sono ormai passati cinquant’anni da quando Marilyn Monroe se ne è andata, forse suicida, forse per disgrazia, forse perché l’hanno ammazzata.
Sex symbol con cervello, tormentata e svampita, in cerca d’amore ma capace di esaltare le donne a salvarsi da sole senza aspettare il Principe azzurro ben prima del femminismo, Marilyn è diventata un simbolo di tragedia ma non solo.
Carino il film a lei dedicato, su un episodio della lavorazione del Principe e la ballerina, Michelle Williams è bravissima, chissà cosa sarebbe stato di lei se fosse sopravvissuta, se avrebbe vinto un Oscar, o sarebbe diventata un’animalista come la Bardot o una femminista sfegatata come la Fonda, o una star della tv come la Lansbury. Chissà. Lei pensava che morire giovani fosse un destino ma che solo invecchiando si può vivere a pieno la propria vita.

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