Storie di vampiri

Dato che la mia ultima, per ora, fatica come scrittrice è stato un saggio sui telefilm di Buffy Angel, mi sono letta un po’ di romanzi di ieri e di oggi sui vampiri, trovando anche ottimi titoli, per capire come Joss Whedon ha innovato e cambiato.
Decisamente inferiore alla serie televisiva omonima la serie de Il diario del vampiro di Lisa Jane Smith: per carità, rispetto ai vampiri luccicanti della Meyer siamo quasi al capolavoro, ma ho trovato i primi quattro romanzi noiosi e poco incisivi. Meglio il telefilm, con l’attizzante Damon Salvatore.
Sempre ben fatte le antologie di racconti ottocenteschi in tema, come la recente La prima notte dei vampiri, di Einaudi, con tanti autori classici, e persino un’incursione nel genere del nostro Emilio Salgari.
Molto interessante e buffyano La crociata dei vampiri, di Nancy Holder, già autrice del Buffyverse, e Debbie Vigué, distopia fanta horror di un futuro dominato dai vampiri dove ci sono organizzazioni segrete di cacciatori e cacciatrici, multietniche, in una prospettiva non solo più a Sunnydale.
Curioso Una splendida vampira di Arabella Kenealy, metafora della menopausa vista come continua ricerca di vita, scritta da un’autrice che, malgrado si fosse laureata in medicina e scrivesse, era contraria all’emancipazione delle donne nei primi decenni del Novecento. Come dire, io mi sono sistemata, le altre facciano le serve agli uomini e non rompano. Beh, le stronze esistono da ben prima della Fornero…
Struggente l’adolescenziale Il bacio d’argento di Annette Curtis Klause, storia di una ragazza alle prese con il cancro della mamma, che incontra un giovane vampiro, da secoli sulle tracce del fratello minore assassino, con metafore di solitudine, morte, crescere.
Non è forse il migliore libro scritto da Stephen King, ma I vampiri di Salem ha comunque fascino ed interesse, ed introduce le tematiche care a Joss Whedon del vampiro non più figura di un Ottocento vittoriano ma presente nella società contemporanea, magari come metafora dei pericoli e dell’avidità di certe esseri oggi.
Decisamente meno riuscito in questa prospettiva Il circo dei vampiri di Richard Laymon, un imitatore non così ispirato di Stephen King, che però scrive una storia abbastanza originale, con il tema del circo come luogo inquietante.
Di nuovo distopie con Vampirus di Scott Westerfeld, in cui il vampirismo diventa metafora delle malattie sessualmente trasmissibili. Interessante la tematica, ma il romanzo non mi ha detto granché.
Intrigante il classico Varney il vampiro, riproposto da Gargoyle, di Thomas Preskett Prest e  James Malcolm Rymer, romanzo d’appendice vittoriano ricco di gran fascino, costruito con la tecnica del cliffhanger tra un capitolo e l’altro.
Curiose sempre le riletture di Dracula, sia che ripercorrano la storia da una prospettiva diversa, come Vampiro di Fred Saberhagen, sia che si concentrino sulla figura storica di Vlad Tepes, come Il principe Vlad di Wolfgang Holbein, o che raccontino la vicenda da un punto di vista femminile e femminista, come La sposa vampiro di Syrie James.
Se invece si cerca un saggio in tema resta imperdibile, anche se un po’ datato, La stirpe di Dracula di Massimo Introvigne, persona che ho avuto l’onore di conoscere e che ha una delle biblioteche esoteriche più fornite che ho visto.
Tornando sui romanzi, non è niente male il primo volume della saga di Dark ShadowsLa maledizione di Angélique, scritto da Lara Parker, la Angélique della serie originale e pubblicato sull’onda del rinnovato interesse dopo il film di Tim Burton.
Immancabili e irrinunciabili, anche se con il tempo ha perso un po’ forse l’entusiasmo iniziale, sono i romanzi di Anne Rice, capace di costruire un universo di vampiri sensuali, che attraversano la Storia, amorali come gli esseri umani, affascinanti. Titoli come Intervista col vampiro, Scelti dalle tenebre, La regina dei dannati, Il ladro dei corpi, Mennoch il diavolo, Il vampiro Armand, Merrick la strega, Blood, Marius, Il vampiro di Blackwood sono comunque dei must, da leggere e rileggere.

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