Il racconto dei racconti

Conosco le fiabe di Giambattista Basile da molti anni, le ho anche portate ad un esame all’Università, e mi ha incuriosita e fatto piacere che Matteo Garrone abbia voluto dedicare un film a questo autore misconosciuto, che ha ispirato con le sue fiabe molto politicamente scorrette e dark, autori come Perrault, i Grimm, Andersen.
Il film richiama l’epoca barocca, ha splendidi scenari, un cast efficace e internazionale, scene fantastiche, magia, paura, ma parla di argomenti di oggi, di donne ossessionate dalla maternità, di gente che odia la vecchiaia, di persone schiave di vizi ed egoismi, di famiglie a pezzi, di desideri smodati, di violenze in famiglia, di ribellioni e ricerca di sé.
Un film davvero bello, che indica una strada per il fantasy in casa nostra. Il mio personaggio preferito? La principessa Viola, antidoto a tutte le donnette sottomesse che oggi sembrano andare per la maggiore (e purtroppo vanno anche) grazie anche alle sfumature e boiate simili. Lei indica come si reagisce a oppressione e sottomissione: con un taglio netto.

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