I trent’anni di Ritorno al futuro

Ho per fortuna perso una delle tante abitudini aberranti della mia adolescenza, e cioè quella di vedere e rivedere gli stessi film fino alla nausea, però devo dire che ho rivisto volentieri, dopo tanto tempo, la trilogia di Ritorno al futuro, pensando anche a come sono per fortuna lontana e diversa da quello schifo che ero trent’anni fa (del resto subivo senza reagire una vita non mia) ma anche a come sono abbastanza diversa dalla me stessa del Duemila, in cui magari ritrovo la passione per la cultura nerd ma non i lavori di cacca in cui mi ero impelagata.
Detto questo, la trilogia di Ritorno al futuro si è rivelata piacevole e divertente, senza nostalgia, che non sempre è canaglia ma spesso è da evitare, ma come modo piacevole per passare del tempo, tenendo conto che il fantastico in tutte le sue forme è diventato per me un lavoro. Mi spiace solo per il povero Michael J. Fox, che ha visto la sua vita stroncata da problemi di salute.

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