Fiera di essere infertile

Tra le ciliegine sulla torta del nostro governo che non è certo di sinistra né il migliore a cui possiamo aspirare, c’è stato il famigerato Fertility Day, cioè quando la ministra Lorenzin, non laureata e con un titolo di studio che la renderebbe idonea al massimo a rispondere al telefono e a fare le fotocopie, con due gemelli avuti ad oltre quarant’anni con la PMA e una mentalità rimasta ferma ai film anni Cinquanta (Scandalo al sole è il suo film cult mi sa…) si è permessa di venire a giudicare la scelta personale di avere o no figli.
Il tutto con una serie di immagini a dir poco dsgustose, offensive per chi come la sottoscritta non ha mai sentito il bisogno di procreare perché ritiene che noi donne ci realizziamo in mille altri modi e che siamo in troppi, ma anche per chi i figli li vorrebbe e non li fa per colpa del vergognoso Job Act di Poletti o delle difficoltà per la PMA e l’adozione e anche per chi i figli li ha fatti e non viene considerato.
Una campagna vergognosa, come non se ne vedevano più dall’epoca del Ventennio, che ha portato ad uno strascico ignobile, cioè quello di rendere le pillole anticoncezionali a pagamento e non più a carico del SSN. Le conseguenze saranno gravissime, aumenteranno gli aborti, i figli non voluti e il ricorso alla contraccezione d’emergenza, senza contare che in tante prendevamo la pillola non solo o non come contraccettivo ma perché risolve altri problemi, non ultime dismenorrea e endometriosi. E francamente io di tornare a dissanguarmi e a torcermi dal dolore durante il ciclo sentendomi dire che così è e così devo sopportare non ho proprio voglia e non lo auguro a nessuna donna.
Tutto questo fa parte di un disegno ignobile che vuole rispedire noi donne a casa a fare figli come nei merdosi film degli anni Cinquanta, e di cui fanno parte le difficoltà ad interrompere la gravidanza, gli assorbenti lavabili anziché usa e getta (che bello tornare a lavare panni sporchi di sangue puzzolente!), i contratti di lavoro capestro e i romanzetti che propongono donnette sottomesse di bei maschioni. Ma che schifo! Usiamo un bel termine caro al nostro governo, rottamiamo tutto! Per conto mio la battaglia contro quella demente di ministra è appena cominciata. E al referendum voterò un bel no, che equivale ad un calcio là dove non spunta il sole!
E a proposito sono ancora più fiera di essere gattara e childrenfree, e ricordo ai più distratti come la Lorenzin che se guardasse meno i film di Sandra Dee and company e vivesse di più nella vita reale sarebbe meglio, perché il mondo è sovprappolato.

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