archivio

Libri

WordPress.com ha pensato bene di incasinarmi l’interfaccia, per cui non riesco più a lavorare, almeno per ora, a questo e altri blog come vorrei.
Per cui ci si trasferisce: il nuovo indirizzo è http://vitadabibliofila.altervista.org!
Le foto sono invece sotto http://elenaromanello.altervista.org

Annunci

Tra le ciliegine sulla torta del nostro governo che non è certo di sinistra né il migliore a cui possiamo aspirare, c’è stato il famigerato Fertility Day, cioè quando la ministra Lorenzin, non laureata e con un titolo di studio che la renderebbe idonea al massimo a rispondere al telefono e a fare le fotocopie, con due gemelli avuti ad oltre quarant’anni con la PMA e una mentalità rimasta ferma ai film anni Cinquanta (Scandalo al sole è il suo film cult mi sa…) si è permessa di venire a giudicare la scelta personale di avere o no figli.
Il tutto con una serie di immagini a dir poco dsgustose, offensive per chi come la sottoscritta non ha mai sentito il bisogno di procreare perché ritiene che noi donne ci realizziamo in mille altri modi e che siamo in troppi, ma anche per chi i figli li vorrebbe e non li fa per colpa del vergognoso Job Act di Poletti o delle difficoltà per la PMA e l’adozione e anche per chi i figli li ha fatti e non viene considerato.
Una campagna vergognosa, come non se ne vedevano più dall’epoca del Ventennio, che ha portato ad uno strascico ignobile, cioè quello di rendere le pillole anticoncezionali a pagamento e non più a carico del SSN. Le conseguenze saranno gravissime, aumenteranno gli aborti, i figli non voluti e il ricorso alla contraccezione d’emergenza, senza contare che in tante prendevamo la pillola non solo o non come contraccettivo ma perché risolve altri problemi, non ultime dismenorrea e endometriosi. E francamente io di tornare a dissanguarmi e a torcermi dal dolore durante il ciclo sentendomi dire che così è e così devo sopportare non ho proprio voglia e non lo auguro a nessuna donna.
Tutto questo fa parte di un disegno ignobile che vuole rispedire noi donne a casa a fare figli come nei merdosi film degli anni Cinquanta, e di cui fanno parte le difficoltà ad interrompere la gravidanza, gli assorbenti lavabili anziché usa e getta (che bello tornare a lavare panni sporchi di sangue puzzolente!), i contratti di lavoro capestro e i romanzetti che propongono donnette sottomesse di bei maschioni. Ma che schifo! Usiamo un bel termine caro al nostro governo, rottamiamo tutto! Per conto mio la battaglia contro quella demente di ministra è appena cominciata. E al referendum voterò un bel no, che equivale ad un calcio là dove non spunta il sole!
E a proposito sono ancora più fiera di essere gattara e childrenfree, e ricordo ai più distratti come la Lorenzin che se guardasse meno i film di Sandra Dee and company e vivesse di più nella vita reale sarebbe meglio, perché il mondo è sovprappolato.

inferno2

Tornano Dan Brown e Robert Langdon al cinema in un thriller fantascientifico appassionante e adrenalinico. Il libro è meglio, ma anche il film non scherza, e per un attimo ha soddisfatto la grande nostalgia che ho di Firenze.

pazza

Forse il film migliore che ha fatto Virzì, una storia al femminile on the road, che fa riflettere sulla diversità e sul disagio mentale, e su quanto alla fine tutti siamo diversi a modo nostro.

il-mio-primo-dizionario-delle-serie-tv-cult

Un must imperdibile per i fan delle serie di culto come la sottoscritta. Ci sono quasi tutte le mie serie preferite, come da citazioni in copertina.

gli-occhi-neri-di-susan_7495_

Un cold case riaperto, uno dei tanti bei thriller che escono in Italia e anche per la casa editrice Newton Compton. Il titolo si riferisce ad una specie di margherita, molto diffusa negli States, che sembra avere gli occhi neri.

la-vita-a-rovescia-cop-baldelli-i74bigg3

Dimenticate i romanzetti storici a base di eroine indomite che vedono più uccelli del cesso pubblico di Porta Nuova. Qui la protagonista, realmente esistista, è una donna che si finse uomo per poter lavorare e mangiare, ma anche per poter essere libera di amare le altre donne. Da non perdere.

come-il-colore-della-terra_cover150

Una struggente graphic novel sul Messico e la rivolta del Chiapas, raccontata come una fiaba attraverso gli occhi di due bambini e di alcuni animali. Per tutte le età.

nel-paese-dei-mullah-vassaf

Uno dei fumetti fondamentali per capire l’Iran e il mondo musulmano, insieme a Persepolis di Marjane Satrapi e Habibi di Craig Thompson, ma più realistico e forte di questi due.

cover_avevamo-ragione-noi_fronte

Per non dimenticare il G8 di Genova.

il-metodo-della-fenice-209x300

I thriller di Antonio Fusco sono una delle tante scoperte buone di questi mesi, libri che raccontano di indagini nell’animo umano, in questo caso con orrori nascosti dietro a persone irreprensibili.

harry-ti-presento-sally_news_newsletter

Uno dei pochi film commedia che sopporto, moderno e pimpante… si vede con piacere ancora adesso.

Ho visitato Parigi per l’ultima volta nel 2004, non è stato nemmeno un gran viaggio perché avevo tra i piedi una tipa che poi è sparita senza restituirmi i soldi che avevo anticipato e dopo avermi rotto l’anima su perché a lei piaceva solo fare shopping e non girare per musei e librerie. Ma Parigi è e rimane nel mio cuore, e in questi anni ho sempre provato il desiderio di tornarci, sia per vedere cose che non ho ancora visto, come il Musée Guimet e la Libreria Shakespeare & Co, sia per rivedere cose che conosco, come il Carnavalet e il Musée d’Orsay, sia per partecipare magari ad eventi come il Comicon o il Japan Expo.
Ci tornerò comunque, un giorno o l’altro. Perché non mi va di essere messa in scacco da pazzi assassini, che credono a follie assurde, che a quest’ora si saranno resi conto che di là non c’era niente per cui valeva la pena di uccidere se stessi e tante alter persone. Ci tornerò perché odio ogni forma di integralismo, di qualsiasi colore e nome, perché questo è l’unico mondo che abbiamo e dobbiamo sforzarci di viverci al meglio, e no, non odierò mai tutti gli appartenenti ad un’unica religione (anche se penso che le religioni siano l’oppio dei popoli….) ma per chi uccide e opprime in nome di un dio nessuna pietà.
Di Parigi amo e amerò sempre le vie, i boulevard ma anche le stradine strette, le librerie, le bancarelle, i mercatini, i musei, l’atmosfera bohemienne e libera, le fumetterie, la scalinata di Montmartre, l’Ile de la Cité, i dintorni con Versailles. E niente e nessuno mi toglierà mai questo amore e mi impedirà di praticarlo.
Paris je t’aime pour toujours e toujours. Au revoir bientot.

Ho continuato e continuo a leggere in maniera bulimica, anche per il famoso saggio sul fantasy che forse, dico forse, si sta avviando alla sua conclusione.
Ecco una scelta di alcuni libri che ho letto, non per il saggio, in questi mesi, che mi hanno colpita in maniera particolare e mi sono piaciuti.

vo0rtBZ

Una splendida distopia anni Sessanta, una metafora dell’odio per il diverso e dell’integralismo religioso molto, molto attuale. Da leggere a qualsiasi età, sia che si faccia parte della generazione cresciuta con Ufo e Spazio: 1999, sia di quella che si è appassionata a Hunger Games.

896 Mar[1]. 27 20.06

Un piccolo gioiello, molto burtoniano. E l’immagine è parte integrante del tutto.

549403_10207509664003083_9019437930188307764_n

Ho letto anche il seguito, e cosa dire se non che sono entusiasta dell’idea che Tim Burton farà un film da questo libro? Molto, molto bello.

1907493_840613772658442_1495120169983581292_n

Autrice adorabile, Alessia Coppola, bellissimo romanzo, che rilegge un mito (a proposito, buon 150esimo compleanno Alice) con nuove idee ma senza snaturamenti. E bravi anche a Dunwich edizioni, semplicemente adorabili a proporre autori e autrici italiani del fantastico.

11053360_10152756039087322_6570509869086851118_n

Molto molto carino, un chick novel tutt’altro che banale e scontato, con tanto spazio per i libri e le aspirazioni personali.

CANDY-CANDYlow

Libro sul’onda della nostalgia. Non tornerei ad avere 12 anni e sono anni che non guardo più Candy, ma l’ho messo in bella mostra nella mia biblioteca.

collezionista

Bello e solido romanzo storico, sulla carneficina della Prima guerra mondiale, con un interessante microcosmo di personaggi.

copertinaSIRENE

Piccolo gioiellino illustrato su alcune creature dell’immaginario. Da regalare ai più giovani, ma anche a noi stessi.

Steampunk artwork

Steampunk è una splendida antologia in tema edita da Elara, casa editrice che mi piace sempre di più, con racconti e saggi. Un must se si ama il genere o anche solo se si vuole saperne di più.

etu

Ho letto tanti libri sulla Shoah, ma pochi sono incisivi, diretti, brutali, efficaci e toccanti come questo. Nemmeno cento pagine che dicono tutto e restano.

LADY-OSCAR-Def_low

Un compendio tutto illustrato su un mito dell’animazione, con tante curiosità e belle immagini. D’accordo, è una concorrente per me, ma io apprezzo la sana competizione.

la-sentinella-201x300

Distopia religiosa, tra thriller e fantascienza, che inquieta e fa pensare. Tutta made in Italy.

null041796

Una storia di adolescenti scritta da un’adolescente tra disincanto e sogni, drammi e aspirazioni. Da leggere anche se non si è più adolescenti da un pezzo.

polidoro

Un cold case crudo e teso, un viaggio nel passato e alla ricerca della verità, ma anche la storia di noi, ragazzini degli anni Ottanta, che ci siamo trovati in un mondo che non immaginavamo. Struggente.

quando

Una storia dal punto di vista dei vinti, che spiazza e fa riflettere.

SAM_6686

Un bellissimo romanzo gotico e fantastico, di ambientazione vittoriana, primo di una serie, con tante suggestioni. La foto raffigura la mia copia, a Pian del Sole con me sopra Bardonecchia.

tilli

Un incontro tra generazioni, un’anziana in cerca di un ultimo sogno e una giovane che deve scoprire i suoi sogni. Ci si ritrova.

Il-porto-proibito-Mega-634x312

Il porto proibito è uno dei fumetti più belli che ho letto in assoluto. Romanzo di formazione, d’avventura, in costume, storico, marinaresco, commedia umana. E i due autori, Teresa Radice e Stefano Turconi, sono semplicemente adorabili.

maledragc

Un fumetto a dir poco splendido, un piccolo capolavoro e un’opera d’arte anche nella presentazione grafica.

Non so se sarà l'ultimo film dello Studio Ghibli, ma so che è semplicemente delizioso, una fiaba surreale tra passato e presente, la storia di due ragazze intimamente legate, una storia di fantasmi, di solitudine, di crescita, di speranza. Spero davvero che non sia l'ultimo film dello studio Ghibli.

Non so se sarà l’ultimo film dello Studio Ghibli, ma so che è semplicemente delizioso, una fiaba surreale tra passato e presente, la storia di due ragazze intimamente legate, una storia di fantasmi, di solitudine, di crescita, di speranza. Spero davvero che non sia l’ultimo film dello studio Ghibli.

Ho avuto modo di apprezzare, come giornalista, saggista e scrittore, Aldo Cazzullo, che ho l’onore di conoscere personalmente, e devo dire che ho trovato interessante anche il suo ultimo, per ora, saggio, L’Italia s’è ridesta, viaggio in una serie di città italiane per capire quanto c’è di buono nel nostro Paese, nonostante governanti inetti e falliti senza dignità che li votano.
Ho apprezzato molto in particolare il capitolo su Torino, dove evidenzia il cambiamento di rotta della mia città, da città industriale in decadenza a polo culturale, turistico e alternativo, anche se forse, e Cazzullo non lo dice, bisognerebbe smettere di delegare tutti questi eventi a noi santi volontari. Un libro comunque da leggere, ed è stata molto piacevole anche la presentazione di Cazzullo nell’ambito di Leggermente a Villa Amoretti: forse l’autore pecca troppo di ottimismo, però.