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Saggi

Riprende la mia collaborazione con Anguana edizioni, presso cui avevo pubblicato il romanzo urban fantasy Le eredi di Bastet, con Il mondo di Lady Oscar, versione riveduta, corretta ed ampliata de Il mito di Lady Oscar uscito nel 2012 presso Seneca.
Ho ampliato e aggiunto, praticamente il saggio è lungo il doppio, e racconta tutto quello che è legato al personaggio di Oscar, manga, anime, gli shojo, artisti come Riyoko Ikeda e Shingo Araki, la Storia reale, il mito di Maria Antonietta, film in costume, romanzi storici, protagonismo al femminile e ancora altro.
Il libro è disponibile contattando l’editore oppure in siti come Ibs.

Oltre che per il saggio sul fantasy e per i vari gruppi di lettura, ho avuto l’occasione di leggere altri libri per recensioni e altro, e ho avuto modo di incoppare in alcuni titoli molto interessanti e in altri francamente dimenticabili.
Meraviglioso, se non altro per chi ama il Giappone, Cose che fanno battere più forte il cuore di Mia Kankimaki, che racconta la storia vera di una donna occidentale, finlandese per l’esattezza, che parte per il Paese del Sol levante, per Kyoto per essere precisi, per andare sulle orme di un’autrice del periodo Heian, Sei Shonagon, scoprendo tante cose su se stessa e non. Un libro che  porta in un mondo che mi attira molto, per ora mi limito a conoscerlo tramite libri, film, fumetti e lo studio della lingua giapponese.
L’atmosfera e il genere mi attiravano, ma delusione massima per Volo nella notte di Frances Hardinge, un guazzabuglio senza capo né coda, testimonianza che non sembra le buone, anzi ottime, idee portano a risultati apprezzabili.
Meraviglioso L’ostinato scorrere del tempo di Go Justin, uno degli omaggi Einaudi alla mia attività di blogger e giornalista, storia di un grande amore all’epoca della Grande Guerra e di un ragazzo di oggi che investiga su quella vicenda girando per l’Europa e scoprendo qualcosa in più su se stesso.
Allucinante e truffaldino Lo strano caso dell’apprendista libraia di Deborah Meyler: credevo che si parlasse di libri e librerie, e invece è una lagna pazzesca, tra consultori, gravidanze e relazioni stile sfumature color cacca. Non me ne voglia la Garzanti, ho letto ed amato tanti loro libri ma questo è proprio brutto.
Delizioso per ragazzi e non solo Nero di Angela di Bartolo, storia felina e romana di due ragazzini che si trovano a vivere insieme un’avventura ed imparano a diventare amici. Ottimo l’editore, Runa editrice, che ha nel suo catalogo altre proposte interessanti.
Come i due romanzi a tematica omosessuale Polvere di Francesco Mastinu e Agricolae di Cristina Lattaro. Agricolae è un libro molto duro e scabroso, una storia di omofobia restituita con violenza e denuncia. Polvere è una storia d’amore impossibile che dura per decenni, struggente e avvincente, uno di quei libri che ti fa capire come sia ignobile ogni forma di discriminazione.
Parlando invece di animali, bello Romeo storia di un lupo di Nick Jans, storia vera della convivenza in Alaska tra un gruppo di esseri umani e un lupo con una conclusione che purtroppo ricorda la vergognosa storia nostrana di Daniza.
Niente male il divertissment di Anguana Nera Capitan Thunder e il potere di Sleipnir, omaggio a Capitan Harlock con dentro tanto neopaganesimo e matriarcato e con comunque una storia originale che può essere letta anche se non si conosce il pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel tanto caro a Leiji Matsumoto e a chi era bambino o adolescente negli anni Settanta.
Un po’ già letto ma non male L’estate del bene e del male di Miranda Beverly-Whittemore, storia di Mabel, ragazza di umili origini graziata da una borsa di studio per il college, che diventa amica della ricchissima Genevra Winslow, scoprendo durante un’estate gli altarini nascosti dietro alla famiglia di quest’ultima.
Me l’hanno proposto per caso e l’ho accettato, anche non sempre leggo questo tipo di saggistica, ma per capire le vicende di un Paese vicino all’Italia, utilissimo leggere Una città una rivoluzione. Tunisi e la riconquista dello spazio pubblico di Chiara Sebastiani, ancora più interessante dopo gli ultimi sviluppi elettorali.
Caruccio per concludere in fantastico questa cavalcata Divergent di Veronica Roth, inferiore alla saga di Hunger Games ma certo superiore al poco ispirato film che ha suscitato.

Ho avuto modo di conoscere una ventina d’anni fa la casa editrice Castelvecchi, per alcuni interessanti libri sulla cultura otaku e geek, e ancora oggi la reputo una delle più valide in circolazione.
In particolare, trovo che la collana Ritratti, che ripropone biografie del passato di uomini e donne celebri, sia particolarmente azzeccata, anche perché sono classici non solo della divulgazione storica, che in pochi ormai hanno.
Elisabetta e il conte di Essex  La regina Vittoria ricostruiscono la vita di due sovrane inglesi agli antipodi, a cura dello studioso di inizio Novecento Lytton Strachey, ed entrambe sono restituite con fascino e partecipazione, anche se per l’autore la  migliore resta Vittoria, senz’altro perché legato ad un certo tipo di mentalità.
Maria Antonietta di Stefan Zweig è un classico da avere e leggere, assente da anni dalle nostre librerie, il libro alla base della rivalutazione dell’ultima Regina di Francia, nonché ispiratore di Riyoko Ikeda.
Avventure di terra e di mare del duca di Lauzun, favorito della corte di Maria Antonietta, sbuffone e guascone fino alla morte sulla ghigliottina, è un libro spassoso, mentre Madame de Pompadour dei fratelli Goncourt è un alro di quei classici che ricostruiscono un’icona del Settecento alla luce dei valori borghesi dell’Ottocento.
Tra tutti, quello che ho amato di più senza togliere nulla agli altri è I ricordi di una signora meravigliosa di Ottoline Morrell, impareggiabile descrizione della società tra Otto e Novecento, con personaggi celebri, viaggi, richiami storici. Un libro da non perdere, in particolare per i fan di Downton Abbey.

I romanzi e i libri storici continuano ad essere una delle mie letture preferite, così come i film e gli sceneggiati in costume. Una passione che non manca mai di soddisfarmi, in attesa che mi metta a lavorare al romanzo sulla Rivoluzione francese.
Adoro Ildefonso Falcones, adoro la storia vista dal punto di vista delle donne, ma devo dire che La regina scalza non mi ha soddisfatta a pieno, sarà che da Falcones ci si aspetta il massimo. Interessante, certo, si parla di discriminazioni e di ricerca di libertà ma volevo qualcosa di più.
In biblioteca ho avuto il modo di consultare libri su due donne dell’epoca rivoluzionaria, Olympe de Gouges e Madame Vigée Le brun, e devo dire che sono personaggi da riscoprire, anche perché si sa poco.
In un’altra epoca, ottima la biografia di Michel de Decker di Madame de Montespan, spietata favorita di Luigi XIV, pare lei autrice della celebre frase sulle brioches.
Non male, tra passato e presente, L’enigma delle fragole di Carmencita Serino, storia dei quadri fiamminghi, e interessante perché svela una pagina poco nota del Medio Evo L’ombra sulla corona di Patricia Bracewell, storia della regina Emma di Normandia.
Hilary Mantel è una grande storica, più ancora che una romanziera, e Wolf Hall Anna Bolena ne sono la testimonianza, impeccabili innanzitutto come trattati storici che dal punto di vista romanzesco.
Per chi ama le tematiche GLBT è da leggere assolutamente Storia di Caterina che per otto anni vestì abiti da uomo, cronaca di Marzio Barbagli di una donna vestita da uomo nel Settecento, non una specie di Lady Oscar, ma una donna reale, coraggiosamente lesbica laddove Riyoko Ikeda nella fantasia non ha avuto il coraggio di arrivare fino in fondo.
E sempre a proposito di storie poco note, segnalo tre altri libri, interessanti e su tre pagine di storia diverse: Le luci bianche di Parigi, di Theresa Revay, travolgente vicenda tra la Rivoluzione d’ottobre e l’ultimo conflitto mondiale, Il sentiero delle stelle di Amy Brill, storia di una delle prime astronome, Il pasticcere del re, di Anthony Capella, l’epopea dell’italiano che insegnò sia al Re Sole che a Carlo II a mangiare gelati e pasticcini.
Per quello che riguarda film e dintorni, ottimo l’adattamento di Mondo senza fine di Ken Follett, con una Cynthia Nixon perfida, e un po’ pallosetto, malgrado l’epoca, l’ambientazione, la tematica gay e la splendida Lea Seydoux Les adieux à la reine. Invece dovrei cercare di vedere qualcosa in più di History Channel, il loro documentario sulla Rivoluzione francese è splendido.

Tolkien è l’autore caposaldo del fantasy, anche se sarebbe sbagliato credere che il fantasy si esaurisca con lui, ma lui ha già detto molto e in vari modi.
L’hobbit è una deliziosa fiaba per ragazzi, mentre Il signore degli anelli è un poderoso poema epico, capace di portare nella Terra di Mezzo e lasciarla per sempre nel cuore. Pesantuccio e per amatori Il Silmarillion , un piccolo gioiello Roverandom, curiosi La leggenda di Sigurd e Gudrun  e  I figli di Hùrin, interessante la sua analisi del fantasy e del fiabesco di Albero e foglia e poi ho messo le mani su L’anello di Tolkien, un libro illustrato che esamina tutti i riferimenti culturali a cui Tolkien si è ispirato.
Parlandi di cinema e degli adattamenti di Peter Jackson,  devo dire che la trilogia de Il signore degli anelli resta unica come realizzazione cura, passione, interesse, capace di rendere il fantasy un genere per tutti e di dare carburante agli amanti. Diverso è L’hobbit, dove un libro di 300 pagine è stato trasformato in tre film lunghissimi, di cui si sono già visti i primi due. Divertenti certo, poco fedeli, a tratti delle minestre allungate, ma non certo cattive.
E per finire una chiosa sull’annosa questione se Tolkien e il fantasy sono di destra: stupidaggini, o meglio escrementi, come diceva John Keating ne L’attimo fuggente . Il fantasy parla di eroi che spesso sono gli ultimi degli ultimi, di lotta contro tirannie tanto simili a quelle nazifasciste, di ideali che non sono certo quelli della destra, visto che si esaltano minoranze e diverse, le donne e gli emarginati. Insomma, piantiamola di contrapporre, in maniera scorretta, la fantascienza, genere buono perché di sinistra (in base a cosa poi non lo so) al fantasy, genere cattivo di destra, e a tarpare le ali a chi vuole occuparsi di fantasy in contesti che dovrebbero essere dedicati al fantastico in senso lato ma non lo sono.

Un personaggio e un universo onnipresenti nell’immaginario fantasy sono quello di Re Artù e del mito di Camelot. Ritengo che una delle migliori riletture sia stata quella di Marion Zimmer Bradley ne Le nebbie di Avalon, comunque ho ripassato un po’, girando tra vari libri.
Il mito della tavola rotonda di Norma L. Goordich cerca di dare una spiegazione storica di tutto, con esiti interessanti anche se non pertinenti ad un saggio sul fantasy. Morgana e Melusina di Harf Lachner è, da questo punto di vista, più interessante, perché parla di come è nato il mito delle fate nel Medio Evo.
Godibilissime le tre raccolte Newton Compton di racconti dedicati all’universo arturiano, Miti e leggende di Re Artù e della Tavola rotondaLa leggenda di Camelot e La leggenda di Merlino, usciti negli anni Novanta e che consiglio vivamente di avere nelle proprie biblioteche. Interessante ma più da studiosi I romanzi della Tavola rotonda, con storie di autori medievali, come Chretien de Troyes, e approfitto dell’occasione per ringraziare la mia durissima ma mai dimenticata professoressa Paola Abbena per avermi parlato per prima di questo autore.
Mi ha invece abbastanza deluso Merlino il regno incantato di Nikolaj Tolstoj, un libro lento e che aggiunge poco al mito e alla storia.
Parlando di film, ho visto sia lo storico o presunto tale King Arthur con Clive Owen e Keira Knightley sia il fantastico Excalibur con Helen Mirren e Nigel Terry, e devo dire che, pur riconoscendo che King Arthur ha molti aspetti interesse, Excalibur, splendido affresco tra Medio Evo e neogotico, realizzato senza computer graphic, è impagabile, da vedere e rivedere.

 

Un mondo con cui bisogna fare i conti quando si scrive sul fantasy è quello medievale, su cui pesa ancora lo stigma dell’Illuminismo, che lo bollò come retrogrado  e oscurantista, come se reazionari e oscurantisti non siano esistiti anche in altre epoche, comunque quella contemporanea.
Ho consultato un vecchio saggio anni Ottanta, La leggenda dell’unicornoL’immaginario medievale, un compendio come Miti e personaggi del Medio Evo, il saggio di Tolkien Il Medio evo e il fantastico e la simpaticissima raccolta Garzanti Romanzi medievali d’amore e d’avventura, e devo dire che ho trovato delle tematiche poi riprese dal fantasy. Anche se il Medio Evo del fantasy è comunque spesso un mondo reinventato e nuovo.

Le donne leggono e le donne scrivono, e come sempre ho trovato tante storie di donne, e non solo, nelle proposte di questi ultimi mesi.
Interessante il ritratto degli ultimi decenni di storia francese de Le sorelle ribelli di Corinne Atlas, in una società così vicina alla nostra ma anche così lontana.
Commovente e struggente Tra la notte e il cuore di Julie Kiebler, incontro tra l’anziana miss Isabelle e la giovane afroamericana Dorrie, on the road alla scoperta del passato tragico e mai dimenticato di una ragazza che osò amare un uomo di colore in tempi in cui ai cittadini neri erano negati tutti i diritti, tranne quelli di servire e morire al fronte durante la seconda guerra mondiale.
Bello anche Una stanza piena di sogni di Ruta Sepetys, altro ritratto degli anni Quaranta a stelle e strisce, in cui la giovane protagonista, fiore nato in mezzo al fango e al letame cercherà la sua strada altrove. Avevano spento anche la luna  raccontava meritoriamente il dramma dei lituani sotto Stalin, qui invece la storia è più distante dall’autrice ma non per questo meno riuscita.
Interessante anche, e non solo per ragazzi, Lo specchio delle libellule della brava e purtroppo scomparsa Eva Ibbotson, una vicenda tra realtà e fantasia ambientata durante la Seconda guerra mondiale.
Mi ha un po’ delusa invece, rispetto agli altri della stessa autrice, La libreria degli amori inattesi di Lucy Dillon, che dalla trama e dalla copertina prometteva ottimamente, e che invece è un po’ gnecco.
Bello, anzi bellissimo, Sette vite e un grande amore di Lena Divani, storia di un gatto e del suo amore per la sua umana, da consigliare a chiunque ami i gatti, buffo e commovente allo stesso tempo.
Bello, con due storie tra passato e presente dell’Iran, L’attrice di Teheran di Nahal Tajadod, ispirato al personaggio contemporaneo dell’attrice Golshifteh Farahani, oggi esule da un Paese che discrimina le donne e l’arte.
Interessante e crudo Il corpo umano di Paolo Giordano, sulle vite di soldati e soldatesse impegnati nelle cosiddette missioni di pace in Afghanistan, visti in tutte le loro debolezze e vizi: devo dire che mi è piaciuto di più del tanto premiato La solitudine dei numeri primi.