archivio

Saggi

Continuo periodicamente a far crescere la sezione della mia libreria sui fumetti, affidandomi in particolare alla Tunué, che in quest’ultimo anno ha fatto uscire tre saggi davvero molto interessanti.
Culture del Giappone contemporaneo raccoglie vari interventi, partendo da un convegno che si è svolto all’Orientale di Napoli, sugli aspetti delle culture popolari giapponesi oggi, quindi non solo manga, ma è da leggere per chi vuole sapere di più sulla cultura otaku e tutti gli annessi e connessi.
Storia dell’animazione giapponese, di Guido Tavassi con un contributo di Marco Pellitteri, è un imperdibile must per avere una panoramica completa di tutte le produzioni del Sol levante di quasi un secolo, con spazio non solo ai personaggi e alle serie più note, ma anche ad autori e opere meno commerciali. Da avere assolutamente, comunque segnalo che è anche riuscito lo storico Anime guida al cinema d’animazione giappponese, che da quasi un quarto di secolo troneggia nella mia biblioteca.
Ma fumetto e animazione non è soltanto Giappone o Stati Uniti: molto, ma molto interessante Fumetto e cinema d’animazione in Medio Oriente di Serenella Di Marco, che racconta aspetti poco noti di un mondo invece famoso, spesso tristemente, per altro.

I romanzi storici e i libri che parlano di Storia continuano ad essere una delle mie letture preferite, un genere in cui continuo a trovare ottime storie e spunti, nelle pieghe della grande Storia.
Bello il nuovo capitolo dedicato alle gladiatrici dell’antica Roma, Lysandra gladiatrice di Sparta di Russel Whitfield: non so quanto sia storico parlare di donne combattenti nell’arena, ma il romanzo è appassionante e l’eroina molto interessante, anche se me la sono continuata ad immaginare con il volto di Lucy Lawless.
Interessante anche L’ereditiera americana, romanzo d’esordio di Daisy Goodwin dalle atmosfere che ricordano molto i libri di Henry James e Edith Wharton, con un’eroina che si scontra con la mentalità vittoriana di fine Ottocento e un finale aperto che lascia prevedere dei seguiti.
Ho letto inoltre con piacere il terzo volume della serie della nostrana Kathleen Mc Gregor dedicato ai pirati, Cuore pirata, imperdibile per chi, come la sottoscritta, è cresciuta a pane e Salgari e a chiunque cerca sogno e avventura.
Continuo ad apprezzare inoltre molto la scelta di Beat edizioni di proporre i best-seller di qualche decennio fa: Verde oscurità di Anya Seton, scritto alla fine degli anni Sessanta, racconta una vicenda tra contemporaneità di allora e il Cinquecento inglese, sul tema anche della reincarnazione, davvero molto interessante.
Decisamente belli e travolgenti i due romanzoni della scrittrice tedesca Sarah Lark dedicati alla Nuova Zelanda, Nella terra della nuvola bianca e Il canto dei Maori, due storie di donne di generazioni diverse, sullo sfondo di un Paese che mi affascina da tempo come terra fantastica.
Onore e gloria alla Jo March edizioni, che continua a tirare fuori delle chicche della letteratura passata, spesso inedite da noi: è stato il turno di La storia di una bottega, di Amy Levy, storia di un gruppo di ragazze vittoriane che decide di aprire una bottega di fotografia, splendida e commovente. E ci sono nuovi titoli di questa fantastica editrice che mi aspettano in libreria.
Un’altra autrice oggi da tenere d’occhio è Sarah Dunant: lo dimostra il suo appassionante La cortigiana, storia di Fiammetta, cortigiana tra Roma e Venezia nel Cinquecento, libro che si fa divorare, dove tutto è raccontato dal fedele nano della protagonista, testimone con lei di una stagione impareggiabile della nostra Storia.
Un’altra conferma è quella di Marcello Simoni, che con L’isola dei monaci senza nome ci porta nel Mediterraneo del Cinquecento, tra avventura e esoterismo, con una storia che più che Dan Brown sente l’eco di Salgari. Credo che non perderò nessun libro di questo fantastico autore.
Parlando di saggistica, come amante di Londra non posso non consigliare Londra di Peter Ackroyd, una vera e propria biografia della città, vista in tutti i suoi aspetti, anche i più insoliti e curiosi. Forse non era il libro giusto da leggere durante il mio ricovero in ospedale, ma è un libro da avere, da leggere, sfogliare e rileggere.
Le protagoniste di Donne d’Oriente di Gilbert Sinoué sono tutti personaggi veri, e vanno da Hatscepsut a Zenobia, da Aisha ad Aimée du Buc de Rivery, dalla protofemminista Hoda Sha’rawi alla cantante Umm Kulthum, passando per la regina di Saba, l’unica regnante egiziana islamica Shagaratt e l’attivista palestinese Leila Khaled, ma sono tutti personaggi indimenticabili e protagoniste di storie splendide, che se non ci fossero bisognerebbe inventarle. Ma sono realmente esistite.

Tra i progetti a cui sto lavorando, c’è un romanzo storico ambientato nella Francia del Settecento, prima e durante la Rivoluzione, e no, non è un clone di Lady Oscar.
La mia passione è di vecchia data, poi l’avevo un po’ mollata, ma ora ho recuperato una buona parte della biblioteca in tema, e ho ripreso man mano a leggere dei libri a tema.
Segnalo in particolare la raccolta di saggi anni Ottanta di Lucio Villari Settecento adieu, per niente datata, e il saggio La civiltà della conversazione, di Benedetta Craveri, grandissima storica al femminile.
Al cinema sono usciti due bei film in tema: A royal affair ricostruisce una pagina della storia del Settecento danese, attraverso la vicenda della principessa inglese Caroline Mathilda e del suo amore per il medico Struensee, lo strepitoso Mads Mikkelsen, ora Hannibal Lecter in tv. Un film splendido e sofferto, che fa capire come certi problemi non siano superati.
La religiosa è tratto dal romanzo di Denis Diderot, e racconta la tragedia delle vocazioni forzate, e l’oppressione delle donne da parte del potere religioso, argomento attualissimo. Bravissime tutte le attrici, tra cui spicca Isabelle Huppert, madre superiora repressa sessualmente e pronta a insidiare le giovani consorelle.

Ho avuto modo di apprezzare, come giornalista, saggista e scrittore, Aldo Cazzullo, che ho l’onore di conoscere personalmente, e devo dire che ho trovato interessante anche il suo ultimo, per ora, saggio, L’Italia s’è ridesta, viaggio in una serie di città italiane per capire quanto c’è di buono nel nostro Paese, nonostante governanti inetti e falliti senza dignità che li votano.
Ho apprezzato molto in particolare il capitolo su Torino, dove evidenzia il cambiamento di rotta della mia città, da città industriale in decadenza a polo culturale, turistico e alternativo, anche se forse, e Cazzullo non lo dice, bisognerebbe smettere di delegare tutti questi eventi a noi santi volontari. Un libro comunque da leggere, ed è stata molto piacevole anche la presentazione di Cazzullo nell’ambito di Leggermente a Villa Amoretti: forse l’autore pecca troppo di ottimismo, però.

gothic-lolita-interna

Continuo ad essere molto interessata alla cultura otaku e a tutti gli annessi e connessi, come la moda Gothic Lolita, che ho anche di sfuggita praticato e che adesso seguo per gli accessori, e sulla quale è uscito un libro, edito dall’editrice La Torre, scritto da Gloria Carpita, che esamina il fenomeno dal punto di vista semiologico, non dimenticando riferimenti ed immagini. Interessante, anche solo per capire che non è solo un passatempo per ragazzine oziose, ma uno stile di vita con dei precisi riferimenti culturali.

bella-e-perduta_88684

Ormai il centocinquantenario dell’Unità d’Italia sembra acqua passata, e proprio per questo motivo bisogna leggere Bella e perduta di Lucio Villari, uscito anche in edizione tascabile, un ripasso della Storia d’Italia che portò all’Unità, senza retorica, senza trionfalismi ma raccontando luci e ombre. E le luci non furono poche, solo qualche retrogrado poteva credere che l’Italia sarebbe stata meglio divisa in tanti staterelli.

  • Grida per me: altro thriller di Karen Rose, decisamente inferiore a Muori per me e poco memorabile. Peccato, mi aspettavo di più;
  •  Ines e l’allegria: Almudena Grandes ci porta nella Spagna franchista, per una travolgente ed appassionante storia al femminile, anche se a tratti un po’ macchinosa;
  • Fiore di Scozia: incantevole romance di Stefania Auci, in una Scozia da favola;
  • Gli invisibili: nuovo capitolo della serie per ragazzi ma non solo di Giovanni Da Ponte, con i protagonisti che stavolta fronteggiano gli zombie delle storie caraibiche;
  • Kiss face: divertente storia gay ma non solo scritta da Giorgio Ghibaudo;
  • Il diario delle fate di Jane Yolen e Midori Snyder: bell’urban fantasy con protagoniste le fate, scritto a quattro mani da due autrici e non seguendo le mode adolescenziali di oggi;
  • I cacciatori del tempo di Vanna de Angelis: grazioso young adult, tra l’oggi e un Medio Evo fantasy. Interessante;
  • Figlia del silenzio: Kim Edwards racconta una storia di donne e di famiglia, partendo dalla diversità di una bambina, poi ragazza e poi donna con la sindrome di Down. Toccante e non patetico;
  • La signora della lampada: l’autore Gilbert Sinouè racconta la storia di Florence Nightingale, fondatrice delle infermiere, donna emancipata ed in anticipo sui tempi, personaggio unico e interesante;
  • La sola idea di te di Alison Rosie: una bambina si rifugia durante la guerra in una sontuosa dimora messa a disposizione dei piccoli di città, scoprendo amore e morte, passione e tragedia, e rimanendone per sempre toccata. Bello;
  • Margherita di Ginevra e Il cavaliere del desiderio: due bei romanzi storici anni Ottanta dell’autrice Marina Montemayer, sulla quale ho provato a cercare notizie ma non ce ne sono;
  • Il vento del destino di Valerie Sherwood: bel romance storico che racconta una catastrofe dimenticata nei meandri della Storia, il terremoto con tsunami a Lisbona del 2 novembre 1755;

Per rivivere una pagina essenziale della Storia recente, essenziale e tragica come gli anni della dittatura in Argentina, questo è un libro notevole. L’autore, Hugo Paredero, fa raccontare quel periodo tramite i bambini, felici che gli adulti fossero finalmente felici a loro volta perché i signori col berretto (i militari) se ne erano andati. Da leggere e riflettere, mentre altri Paesi, anche molto vicini a noi, stanno lottando per la libertà.

Ho adorato Io e Dewey e non potevo non procurarmi il suo seguito ideale, in cui l’autrice Vicky Myron racconta gli sviluppi successivi della sua vita, raccontando anche di un nuovo arrivo nella sua vita e di altre storie con protagonisti i gatti. Storie splendide, toccanti, tenere, e non poteva essere altrimenti quando sono di mezzo i nostri adorabili amori felini. Buona notizia: arriverà presto un film su Dewey, con la grande Meryl Streep!