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I romanzi e i libri storici continuano ad essere una delle mie letture preferite, così come i film e gli sceneggiati in costume. Una passione che non manca mai di soddisfarmi, in attesa che mi metta a lavorare al romanzo sulla Rivoluzione francese.
Adoro Ildefonso Falcones, adoro la storia vista dal punto di vista delle donne, ma devo dire che La regina scalza non mi ha soddisfatta a pieno, sarà che da Falcones ci si aspetta il massimo. Interessante, certo, si parla di discriminazioni e di ricerca di libertà ma volevo qualcosa di più.
In biblioteca ho avuto il modo di consultare libri su due donne dell’epoca rivoluzionaria, Olympe de Gouges e Madame Vigée Le brun, e devo dire che sono personaggi da riscoprire, anche perché si sa poco.
In un’altra epoca, ottima la biografia di Michel de Decker di Madame de Montespan, spietata favorita di Luigi XIV, pare lei autrice della celebre frase sulle brioches.
Non male, tra passato e presente, L’enigma delle fragole di Carmencita Serino, storia dei quadri fiamminghi, e interessante perché svela una pagina poco nota del Medio Evo L’ombra sulla corona di Patricia Bracewell, storia della regina Emma di Normandia.
Hilary Mantel è una grande storica, più ancora che una romanziera, e Wolf Hall Anna Bolena ne sono la testimonianza, impeccabili innanzitutto come trattati storici che dal punto di vista romanzesco.
Per chi ama le tematiche GLBT è da leggere assolutamente Storia di Caterina che per otto anni vestì abiti da uomo, cronaca di Marzio Barbagli di una donna vestita da uomo nel Settecento, non una specie di Lady Oscar, ma una donna reale, coraggiosamente lesbica laddove Riyoko Ikeda nella fantasia non ha avuto il coraggio di arrivare fino in fondo.
E sempre a proposito di storie poco note, segnalo tre altri libri, interessanti e su tre pagine di storia diverse: Le luci bianche di Parigi, di Theresa Revay, travolgente vicenda tra la Rivoluzione d’ottobre e l’ultimo conflitto mondiale, Il sentiero delle stelle di Amy Brill, storia di una delle prime astronome, Il pasticcere del re, di Anthony Capella, l’epopea dell’italiano che insegnò sia al Re Sole che a Carlo II a mangiare gelati e pasticcini.
Per quello che riguarda film e dintorni, ottimo l’adattamento di Mondo senza fine di Ken Follett, con una Cynthia Nixon perfida, e un po’ pallosetto, malgrado l’epoca, l’ambientazione, la tematica gay e la splendida Lea Seydoux Les adieux à la reine. Invece dovrei cercare di vedere qualcosa in più di History Channel, il loro documentario sulla Rivoluzione francese è splendido.

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Ho nella mia biblioteca un libro illustrato che era di mia nonna e che in periodi passati ha stimolato il mio gusto artistico: Barbara Cartland’s book of love and lovers.
Ho letto più di vent’anni fa diversi libri della Cartland, autrice di romanzi rosa soft, conservatrice, propugnatrice di un’estetica ultraromantica che andava dal vivere in una casa tutta rosa al vestirsi tutta del medesimo colore, con risultati molto kitsch che spinsero l’autrice ad essere più amata nei Paesi arabi e in Giappone che in Europa. La Cartland è morta a 99 anni nel 2000, dopo aver fatto un’ultima battuta sulle disavventure matrimoniali della sua nipote d’adozione Diana Spencer, la sua casa, Camfield Place, nel Hertfordshire è ancora in piedi.
Da un punto di vista etico sono in aperto disaccordo con Barbara Cartland, per la sua visione tradizionalista e retrograda della vita, del ruolo della donna, dei rapporti con i sessi. Da un punto di vista irrazionale ho subito però il suo fascino, come subisco il fascino di tutto quello che è strambo e stravagante, soprattutto quando si intreccia con arte e letteratura.
La parte scritta di Book of love and lovers contiene alcune curiosità storiche non banali; la parte grafica è una gioia degli occhi, piena di immagini di quadri splendidi, di artisti che spaziano da Tiziano a Boucher, da Fragonard a Manet, da Botticelli a Rossetti, passando per Klimt, Cranach, Palma il Vecchio, Rubens. Un art book imperdibile per chi ama la grande stagione delle arti figurative.
I commenti dell’autrice potranno essere superati ma che piacere senza tempo è godere dei quadri!