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Emilio Salgari | Crescere Nerd.

viaEmilio Salgari | Crescere Nerd.

Standing ovation. Condivido tutto quello che c’è scritto in questa lettera.

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Scrivendo di letteratura fantastica non si può dimenticare il personaggio di Alice, creato dalla fantasia di Lewis Carroll oltre cent’anni fa e oggetto di tante riletture e edizioni.
I due classici Alice nel paese delle meraviglie Oltre lo specchio sono disponibili in tantissime edizioni, alcune molto belle come quella che ho visto al Libro ritrovato della Longanesi di inizio anni Settanta. Io ho una versione dei Grandi libri Garzanti con comunque immagini originali.
Curioso e da avere per chi vuole una biblioteca completa sul fantastico Alice underground, della Stampa alternativa, con tanto di parti autografe di Carroll.
Come film devo dire che ho rivalutato Alice in wonderland di Tim Burton, perché, anche se con dei divagazioni sull’opera originale, resta lo spirito. E poi, vabbé Alice in versione Xena non guasta.

Un mondo con cui bisogna fare i conti quando si scrive sul fantasy è quello medievale, su cui pesa ancora lo stigma dell’Illuminismo, che lo bollò come retrogrado  e oscurantista, come se reazionari e oscurantisti non siano esistiti anche in altre epoche, comunque quella contemporanea.
Ho consultato un vecchio saggio anni Ottanta, La leggenda dell’unicornoL’immaginario medievale, un compendio come Miti e personaggi del Medio Evo, il saggio di Tolkien Il Medio evo e il fantastico e la simpaticissima raccolta Garzanti Romanzi medievali d’amore e d’avventura, e devo dire che ho trovato delle tematiche poi riprese dal fantasy. Anche se il Medio Evo del fantasy è comunque spesso un mondo reinventato e nuovo.

Nel bicentenario (1812) della sua nascita, ho deciso di riprendere in mano alcuni romanzi di Charles Dickens, a torto considerato un autore per ragazzi ma piuttosto il più efficace interprete e critico dell’Inghilterra vittoriana, anche se non ho ancora affrontato il tomazzo da duecento pagine della Newton Compton.
La piccola Dorrit, difficilissimo da trovare in un’edizione per adulti, è un ritratto tra ricchezza e povertà di un’eroina virtuosa ma non noiosa, inserita in una società in cui puoi andare in galera per debiti ma dove alla fine puoi anche provare a farcela in maniera diversa.
Gustosissimo e fatto di tanti episodi Il circolo Pickwick, storia di un gruppo di amici che si incontrano, scontrano e raccontano storie, in un affresco davvero divertente e per niente patetico.
Dopo aver visto il bel sceneggiato con Gillian Anderson nella parte di miss Havisham, devo dire che non è niente male davvero anche il film di Grandi speranze, del poliedrico Mike Newell (che altro dire di un regista che ha nel suo curriculum film opposti come Ballando con uno sconosciutoQuattro matrimoni e un funeraleMona Lisa smile Harry Potter e il calice di fuoco, il migliore della serie IMHO?). Certo, i due giovani interpreti sono surclassati da Ralph Fiennes, superbo Magwitch, e da Helena Bonham Carter, che fa un bell’uno pari con Gillian Anderson come miss Havisham. Fa sempre piacere vedere un bel film in costume.

Tutti conoscono le avventure di corsari e pirati di Emilio Salgari, ma il maestro italiano del romanzo d’avventura ha inventato tanti altri personaggi, come quelli di questi due, riusciti presso Garzanti, che meritano una lettura e rilettura.
Tra l’assedio di Famagosta e la battaglia di Lepanto, scontro tra cristiani e musulmani nel Cinquecento, si intrecciano le figure di Capitan Tempesta, l’indomita Eleonora, antesignana di tutte le ragazze guerriere, da Lady Oscar a Buffy, e del Leone di Damasco, leale guerriero turco. Divertimento assicurato tra avventure, duelli, scontri, mare.

L’Ottocento è stato un secolo di passioni e pulsioni, dove sono nate molte delle cose che ancora oggi ci allietano o comunque sono importanti nella nostra vita,  a cominciare ma non solo dalla letteratura di massa.
Continua ad essere frequentato da cinema, letteratura e tv, con anche risultati molto interessanti.
Da segnalare innanzitutto a cura dell’editore Jo March la prima traduzione italiana del classico vittoriano Nord e Sud (da non confondere con l’omonimo sceneggiato sulla guerra di secessione), di Elizabeth Gaskell, da cui è stata tratta una miniserie della BBC molto ben fatta, storia di industrializzazioni e diritti, molto attuale e coinvolgente.
In attesa del film su grande schermo con Ralph Fiennes e Helena Bonham Carter, è stato molto bello lo sceneggiato tratto da Great Expectations, con una sublime Gillian Anderson nella parte della tragica Miss Havisham. Peccato che sia reperibile solo in lingua originale.
Intrigante e interessante l’incontro tra le pulsioni di Freud e quelle di Jung in A dangerous method, di David Cronenberg, due scuole non incompatibili per una storia della psicanalisi molto affascinante.
Ritratto cinico della Belle Epoque parigina, corrotta e amorale, in Bel Ami, dal romanzo di Maupassant, storia di un arrampicatore sociale tra ricche signore annoiate: tra le altre cose si dimostra che Robert Pattinson è un ottimo attore.
Divertimento ma si pensa sul ruolo delle donne e della sessualità in Hysteria, storia dell’invenzione del vibratore nell’Inghilterra vittoriana, tra repressione, pruderie e protofemminismo. Maggie Gyllenhaal è bravissima e affascinante.
Una donna che si traveste da uomo per sopravvivere è la protagonista di Albert Nobbs, con forse l’interpretazione migliore di Glenn Close in questo ritratto di società in cui per scampare alla violenza degli uomini questa era l’unica strada. Un film pare basato su una storia vera.

Curioso ed interessante questo excursus letterario di Eraldo Affinati, che va sulle tracce di famosi scrittori del passato più o meno remoto italiano, partendo dai luoghi in cui hanno vissuto e fatto le cose più importanti, a cominciare dalla scrittura. Un bel modo per ripassare la letteratura, non cattedratico e celebrativo senza essere pedante.

Diciamo che Stendhal rimane sempre Stendhal. Ho letto con gran piacere le Cronache italiane, storie di passione ambientate nel nostro, si fa per dire, bel Paese (mi autocensuro per ora a dire cosa penso del nuovo presidente della Regione Piemonte e di quel branco di non dico cosa che l’hanno votato): forse un po’ frammentarie come storie, ma molto affascinanti.
E ho finalmente letto Lamiel, suo romanzo incompiuto, sorta di proto madame Bovary o di epigona di Madame de Merteuil, arrampicatrice sociale amorale. Niente male, tra l’altro ricordo anche un bell’adattamento cinematografico, con finale aggiunto posticcio, dove Lamiel era la musa di Godard Anna Karina e il brigante era niente meno che quel bran bonazzo di Robert Hossein, allora al massimo del suo fascino (ma anche David Duchovny e David Boreanaz invecchieranno?). Un film che vorrei rivedere.

Comunque Stendhal era un grande a raccontare le passioni, quando le passioni erano davvero grandi ed infinite. Ma forse è solo la lontananza che ce le fa vedere tali.

Non sono una grandissima stimatrice dell’erotismo, anche perché lo vedo sempre monotematico, e sempre con la donna oggetto del desiderio dell’uomo. Ma dato che amo essere informata e conoscere, ho voluto leggere Lolita,  classico della letteratura erotica, scritto da Vladimir Nabokov ed oggetto di due film che non ho mai visto e che recupererò.
Indubbiamente è interessante come ritratto e testimonianza d’epoca, ma in un mondo sempre più maschilista come quello contemporaneo, dove abbiamo avuto dall’alto fulgidi esempi di vecchi satiri che corrono dietro a ragazzine, la storia raccontata disturba non poco. Certo, è scritto benissimo, ma il protagonista crea solo, almeno in me, un gran disgusto.
Discorso diverso per L’amante di Lady Chatterley
Altro classico dell’erotismo, altra donna oggetto ma anche soggetto di passione e di sesso: e devo dire che invece qui mi sono divertita e molto, anche leggendo le tirate protosocialiste e comuniste di Lawrence, di cui conto di leggere anche gli altri libri e di cui conoscevo già Oltre l’arcobaleno.
Tra amplessi e rivendicazioni sociali, il libro scorre comunque bene ed è piacevole, piccante il giusto, forse più di tante descrizioni ginecologiche contemporanee. E mi spiace dire che il film per la tv diretto da Ken Russell nel 1992, con Sean Bean e Joely Richardson, è una delle cose più noiose che ho visto. E dire che sarebbe ben fatto come costumi e ricostruzioni d’epoca, e anche le scene di sesso sono fatte in maniera intelligente e con gusto. Ma il resto è di una noia mortale.