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Il 1 novembre mi sono recata, per il quarto anno di fila, a Lucca Comics and Games, che da diverse edizioni ospita il favoloso centro storico della città toscana. Quest’anno è stata una gita all’insegna di un po’ di sfiga, visto che il viaggio di andata, per cause indipendenti dal tour operator Fandango, è durato oltre sei ore, e il viaggio di ritorno ha avuto un ritardo di un’ora e mezza. In mezzo mi sono persa per andare alla Japan Town, un po’ deludente e con troppa coda, per cui l’unica cosa che sono riuscita poi a fare è il tour con foto delle mura.
Ho acquistato un libro doppio, Il castello in aria di Diana Wynne Jones, che scambio con un libro di pari valore (15 euro) di fantasy o storico, per informazioni scrivetemi. Non sono riuscita a partecipare alla tavola rotonda sul fantasy alle 16 di sabato, qualcuno sa mica se c’è il video da qualche parte? Grazie!
Ho capito che Lucca non è posto per fare shopping, ma per girare, fotografare scorci e cosplay, entrare in chiese e palazzi (che bello la chiesa sconsacrata di sant’Andrea!), e magari per assistere a spettacoli e dimostrazioni. Andrà meglio il prossimo anno.

Tra i posti che voglio prima o poi visitare c’è Wow, il Museo del fumetto di Milano, aperto da poco più di un anno e di indubbio interesse, così come spero una volta o l’altra di visitare il Museo del fumetto di Lucca.
Detto questo, nella mia città, Torino, ci si difende ormai bene nel settore fumettistico, tanto che non faccio più i miei pellegrinaggi mensili a Milano, anche perché reggo poco i viaggi sulla linea ferroviaria Torino – Milano (mentre non ho problemi in direzione di Aosta, Genova e Val di Susa…).
Ci sono ben una dozzina di fumetterie, c’è Torino Comics, c’è la fiera di piazza Madama, ci sono vari eventi su cosplay e dintorni, il secondo week end di settembre ci sarà il festival giapponese, c’è la sede di due case editrici d’autore come la Q Press e la 001 edizioni, dovrebbe decollare anche il Mufant e a fine settembre aprirà Fantasy Power Factory, un centro d’incontro per chi ama il mondo delle nuvole parlanti. Ci sono poi eventi estemporanei, come un convegno sulla lettura sui fumetti in biblioteca, la mostra sui fumetti tedeschi di questa primavera e l’incontro che ho curato io ad Amoretti sui fumetti a tematica omosessuale.
Tante cose sono peggiorate nella nostra società, ma se penso al panorama fumettaro di vent’anni fa e vedo come è oggi è solo migliorato. Speriamo che continui così e si consolidi.

Pur considerando i fumetti un mondo a se stante che poco si adatta ad essere trasposto in film (non parliamo poi quando si parla di manga…) avevo visto con piacere i primi due film degli X-Men, dove si vedeva la mano felice di Brian Singer. Ho voluto vedere, a distanza di tempo dalla loro uscita, X-Men 3 e Wolverine e devo dire invece che mi hanno un po’ delusa. Cioè, detto in parole chiare, la cosa migliore è Hugh Jackman, insieme ad in X-Men 3 Famke Janssen. Le storie cedono troppo all’action movie per ragazzini, soprattutto Wolverine, X-Men 3 è deludente come svolgimento e conclusione e non solo perché perdiamo per strada un po’ di personaggi ma perché non convince, non funziona. Interessante in X-Men 3 la tematica della cura per i mutanti (come non vederci una metafora di tante assurdità contemporanee, buone ultime le cure per gli omosessuali?) ma non ben sviluppate. C’è di meglio, ma se si è fan di Jackman e della Janssen se ne può uscire anche un minimo soddisfatti. Ma è un po’ poco.