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Tornando sul discorso cambiamenti nella vita, mi sono accorta che ci sono alcuni tipi di passioni e interessi.
Ci sono passioni, pochissime, che durano tutta la vita, nel mio caso posso indicare l’amore per gli animali, gatti in particolare, e per i libri, anche se sono cambiati i libri che leggo.
Ci sono passioni che vengono riscoperte a distanza di anni: nel mio caso indico quella per i fumetti e il fantastico, presente quando ero piccola e poi accantonata per stupide imposizioni eterosessiste, quella per l’archeologia, quella per la montagna, quella per il collezionismo di giocattoli e quella per fiabe e narrativa per ragazzi. Chiaramente quando si riscoprono queste cose da grandi cambia l’approccio e sai che questa volta è per sempre.
Ci sono passioni che si scoprono da grandi: impegno civile, fantasy, Oriente, mercatini, enogastronomia, arte, serie di culto e simili sono le mie.
Ci sono poi menate effimere,  che ti accompagnano solo per un breve periodo, nel mio caso quelle per cosette sentimentali, spesso sono passioni indotte, che si seguono per seguire massa o imposizioni e che poi svaniscono. Ed è bene che sia così.

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In questi mesi sono tanti i film e telefilm che ho visto, per iniziare a fare un punto della situazione ecco alcune segnalazioni.

Un film che parla di amore tra donne come raramente è stato fatto prima. Una storia struggente ma a lieto fine, senza ravvedimenti eterosessisti, tragedie a tutti i costi e altre amenità, e dire che è avvenuta negli anni Cinquanta. Splendida Cate Blanchett, ma la rivelazione è Rooney Mara, attrice senz’altro da tenere d’occhio.

Dal primo romanzo della serie La straniera di Diana Gabaldon, un bello sceneggiatone con tanta Scozia e non tante melensaggini, anzi. So che andando avanti i libri sono scaduti, come capita con tutte le saghe che non si vogliono far chiudere (Martin a parte) ma per ora continuerò a seguire le prossime stagioni del serial.

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Spielberg è sempre Spielberg, sia quando fa film d’evasione che quando fa film impegnati, e questo thriller di ricerca di giustizia sulla Guerra fredda, tra spie, scambi di prigionieri, paura atomica. Gran filmone, di quelli che non stancano mai.

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Ne ho parlato in varie altre occasioni, comunque ribadisco: a me il nuovo Star Wars  è piaciuto, ho ritrovato personaggi e atmosfere, un po’ di sana nostalgia canaglia ma ho adorato anche i nuovi personaggi, soprattutto Rey, e il discorso di fondo contro l’integralismo e il radicalismo. Non vedo l’ora che esca il prossimo film, ovviamente!

Sembrava impossibile, ma siamo riusciti a rivedere Mulder e Scully in nuovi episodi di The X-Files sul piccolo schermo, quando ormai erano svanite molte speranze.
Che dire? E’ stato bellissimo ritrovarli, ho amato tantissimo le loro avventure passate, sono entrati nella mia vita in un periodo non felicissimo ma mi sono serviti per evadere e sopportare meglio lavori di cacca, da cui mi estraniavo leggendo notizie e fanfiction in tema. Poi in questi anni sono cambiate tante cose, anche in meglio, ma a differenza di altre cose che si sono rivelate a distanza di anni deludenti e superate, Mulder e Scully hanno sempre fatto parte della mia vita e sarebbero comunque rimasti un bel ricordo su cui lavorare. Ritrovarli in una nuova serie è stato bello, invecchiati e cambiati, come sono invecchiata e cambiata anch’io.
Per il resto, Skinner ormai è invecchiato e l’hanno poco utilizzato, interessante e  da approfondire l’evoluzione di Reyes, Smoking man poteva rimanere dove era perché la sua resurrezione è tirata per i capelli, patetica la comparsata dei Lone Gunmen, bello e da morire dal ridere l’episodio La lucertola mannara, ottimo Doug Savant come genetista senza scrupoli, interessanti i risvolti sociali sia di Home again che di Babylon, Krycek manca molto, come Doggett e Marita, e comunque esigo che ci sia un’undicesima stagione, perché non può finire come è finito!

Cosette interessanti che ho visto o letto

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Un fumetto storico a dir poco meraviglioso, ideato a quattro mani da due autori che ho avuto l’onore di conoscere di persona. Da avere assolutamente.

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Le prime due stagioni di Under the dome sono molto belle, la terza mi ha un po’ delusa, ma resta comunque una serie con un’ottima idea di partenza, personaggi interessanti, a cominciare dall’ambiguo Big Jim, un cattivo che non riesci ad odiare, ed una variante sul tema della stanza chiusa con profonde metafore sociali. Il finale resta aperto e qualche voglia di avere una conclusione resta.

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Questi sono gli amici del gruppo cosplay in tema, ispirati ad un universo interessante, soprattutto quando si declina in Agents of shields, che all’inizio non mi prendeva granché ma che poi diventa davvero interessante. Da vedere.

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Romanzo gotico britannico scritto da un’autrice tedesca che riesce ad essere interessante ed affascinante, pur basandosi su un canovaccio trito e ritrito. Si legge con piacere.

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Massimo Polidoro è il simpaticissimo autore di un bel thriller, Il passato è una bestia feroce, cold case su una ragazzina scomparsa ma anche epopea delle disillusioni di chi era adolescente negli anni Ottanta. Molto bello.

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Ancora Massimo Polidoro

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Un fumetto per capire l’Iran, le disillusioni dietro integralismo e rivoluzioni che volevano cambiare il mondo e hanno solo peggiorato. Un’opera da avere e leggere, soprattutto in questo momento storico.

Ho per fortuna perso una delle tante abitudini aberranti della mia adolescenza, e cioè quella di vedere e rivedere gli stessi film fino alla nausea, però devo dire che ho rivisto volentieri, dopo tanto tempo, la trilogia di Ritorno al futuro, pensando anche a come sono per fortuna lontana e diversa da quello schifo che ero trent’anni fa (del resto subivo senza reagire una vita non mia) ma anche a come sono abbastanza diversa dalla me stessa del Duemila, in cui magari ritrovo la passione per la cultura nerd ma non i lavori di cacca in cui mi ero impelagata.
Detto questo, la trilogia di Ritorno al futuro si è rivelata piacevole e divertente, senza nostalgia, che non sempre è canaglia ma spesso è da evitare, ma come modo piacevole per passare del tempo, tenendo conto che il fantastico in tutte le sue forme è diventato per me un lavoro. Mi spiace solo per il povero Michael J. Fox, che ha visto la sua vita stroncata da problemi di salute.

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Parto da questa splendida immagine non mia di una serie di libri di fantascienza e fantasy per parlare di una cosa spinosa: la cosiddetta teoria gender, quella che fa infuriare bigottoni di vario colore perché non sia mai che si dica ai bambini e alle bambine che si può amare anche qualcuno del proprio stesso sesso e che si può avere voglia di fare attività riservate al sesso opposto, tipo, o dio mio, giocare a calcio se si è ragazzine (le ragazzine devono tutte diventare cerebrolese con i tacchi e guardando mille volte Pretty Woman) o giocare con le Barbie se si è maschietti (i maschietti devono essere tutti prevaricatori e aspirare a sottomettere donne come quel simpaticone di Grey…).
Cosa c’entrano fantascienza e fantasy con il gender? C’entrano, c’entrano, almeno per quello che mi riguarda: fin da bambina rimasi colpita da fumetti e fantascienza, e questo mio interesse fu prontamente bocciato, sembrava che guardare Spazio: 1999 Goldrake in tv mi precludesse tante altre cose, tipo amare la natura o leggere. Ero vivamente invitata a guardare cose più da femmina, ecco diciamo che Heidi Candy erano abbastanza bene accette, ma HarlockJeeg e compagnia no, poveri noi ma cosa guardi sta roba? Morale, per anni non lessi più fumetti e non mi interessai più di fantascienza e fantasy, salvo poi scoprire e riscoprire queste cose dopo i vent’anni. Ma anche lì, apriti cielo, quando cominciai a raccogliere gli unici risultati come possibile lavoro nei fumetti mi arrivò addosso di tutto, i fumetti sono solo un hobby, non potevo studiare giapponese perché è troppo difficile, ci vogliono anni e non c’è tutto quel tempo, dovevo dedicarmi ad altro.
Solo dopo anni di lavori di merda ho potuto finalmente occuparmi di fumetti e fantastico e nessuno per fortuna osa dirmi più niente. Ma il gender è anche questo, decidere che ovunque ci sono cose per maschi e cose per femmine, dividere il mondo in due e guai se ti interessi alla parte sbagliata. Se siamo donne, solo Uccelli di rovoPretty woman e cagate simili, non sia mai che ci appassiona Star Trek. E allora, parafrasando la strofa di una parodia di Crozza, mi viene da dire proprio Ma andate a caghé… e spero che dicano a bimbi e bimbe che i gusti non hanno sesso e che essere romanzetti rosa e simili fanno solo del male alle donne. E anche agli uomini.

Ho continuato e continuo a leggere in maniera bulimica, anche per il famoso saggio sul fantasy che forse, dico forse, si sta avviando alla sua conclusione.
Ecco una scelta di alcuni libri che ho letto, non per il saggio, in questi mesi, che mi hanno colpita in maniera particolare e mi sono piaciuti.

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Una splendida distopia anni Sessanta, una metafora dell’odio per il diverso e dell’integralismo religioso molto, molto attuale. Da leggere a qualsiasi età, sia che si faccia parte della generazione cresciuta con Ufo e Spazio: 1999, sia di quella che si è appassionata a Hunger Games.

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Un piccolo gioiello, molto burtoniano. E l’immagine è parte integrante del tutto.

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Ho letto anche il seguito, e cosa dire se non che sono entusiasta dell’idea che Tim Burton farà un film da questo libro? Molto, molto bello.

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Autrice adorabile, Alessia Coppola, bellissimo romanzo, che rilegge un mito (a proposito, buon 150esimo compleanno Alice) con nuove idee ma senza snaturamenti. E bravi anche a Dunwich edizioni, semplicemente adorabili a proporre autori e autrici italiani del fantastico.

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Molto molto carino, un chick novel tutt’altro che banale e scontato, con tanto spazio per i libri e le aspirazioni personali.

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Libro sul’onda della nostalgia. Non tornerei ad avere 12 anni e sono anni che non guardo più Candy, ma l’ho messo in bella mostra nella mia biblioteca.

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Bello e solido romanzo storico, sulla carneficina della Prima guerra mondiale, con un interessante microcosmo di personaggi.

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Piccolo gioiellino illustrato su alcune creature dell’immaginario. Da regalare ai più giovani, ma anche a noi stessi.

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Steampunk è una splendida antologia in tema edita da Elara, casa editrice che mi piace sempre di più, con racconti e saggi. Un must se si ama il genere o anche solo se si vuole saperne di più.

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Ho letto tanti libri sulla Shoah, ma pochi sono incisivi, diretti, brutali, efficaci e toccanti come questo. Nemmeno cento pagine che dicono tutto e restano.

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Un compendio tutto illustrato su un mito dell’animazione, con tante curiosità e belle immagini. D’accordo, è una concorrente per me, ma io apprezzo la sana competizione.

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Distopia religiosa, tra thriller e fantascienza, che inquieta e fa pensare. Tutta made in Italy.

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Una storia di adolescenti scritta da un’adolescente tra disincanto e sogni, drammi e aspirazioni. Da leggere anche se non si è più adolescenti da un pezzo.

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Un cold case crudo e teso, un viaggio nel passato e alla ricerca della verità, ma anche la storia di noi, ragazzini degli anni Ottanta, che ci siamo trovati in un mondo che non immaginavamo. Struggente.

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Una storia dal punto di vista dei vinti, che spiazza e fa riflettere.

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Un bellissimo romanzo gotico e fantastico, di ambientazione vittoriana, primo di una serie, con tante suggestioni. La foto raffigura la mia copia, a Pian del Sole con me sopra Bardonecchia.

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Un incontro tra generazioni, un’anziana in cerca di un ultimo sogno e una giovane che deve scoprire i suoi sogni. Ci si ritrova.

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Il porto proibito è uno dei fumetti più belli che ho letto in assoluto. Romanzo di formazione, d’avventura, in costume, storico, marinaresco, commedia umana. E i due autori, Teresa Radice e Stefano Turconi, sono semplicemente adorabili.

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Un fumetto a dir poco splendido, un piccolo capolavoro e un’opera d’arte anche nella presentazione grafica.

Non so se sarà l'ultimo film dello Studio Ghibli, ma so che è semplicemente delizioso, una fiaba surreale tra passato e presente, la storia di due ragazze intimamente legate, una storia di fantasmi, di solitudine, di crescita, di speranza. Spero davvero che non sia l'ultimo film dello studio Ghibli.

Non so se sarà l’ultimo film dello Studio Ghibli, ma so che è semplicemente delizioso, una fiaba surreale tra passato e presente, la storia di due ragazze intimamente legate, una storia di fantasmi, di solitudine, di crescita, di speranza. Spero davvero che non sia l’ultimo film dello studio Ghibli.

jupiter-ascending-320x240Non è un capolavoro, non rimarrà nella storia del cinema e meno che mai in quella del cinema di fantascienza, ma Jupiter ascending della premiata astronave Wachowski a me è piaciuto e mi ha divertita, per tante cose.
Per i richiami ai manga, che evidentemente i registi amano molto, per la presenza di un’eroina insolita e simpatica, interpretata dalla non bambola Mila Kunis, perché per una volta Sean Bean non muore, perché ci sono tante suggestioni tra fantascienza e fantasy, perché è una fiaba non scontata e che consola, perché c’è bisogno di fantasia ma anche di ricordare la realtà. Insomma, un film da riscoprire o da vedere comunque.