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Fa un po’ ridere pubblicare oggi questo articolo, quattro mesi dopo l’evento, che è stato come sempre divertente e stimolante, onnicomprensivo di tutto quello che fa parte del fantastico, dai manga ai comics, da Disney alle serie tv, dai film di genere alla narrativa d’evasione. Comunque, la grande novità è che, dopo il successo dell’anno scorso, anche quest’anno Torino Comics raddoppia con un’edizione natalizia il secondo week-end di dicembre.
Ho visto crescere il mondo dei fumetti e dell’immaginario, e sono fiera di farne parte. Mi spiace solo, per l’ennesima volta, di essere stata così idiota vent’anni fa da farmi influenzare da chi, ragionando come durante il Ventennio, mi diceva che i fumetti al massimo potevano essere un hobby e che il lavoro deve essere qualcosa di serio, perché ho sprecato anni dietro a cose che mi facevano schifo. Ora però le cose sono cambiate, e intanto, oltre a Torino Comics a dicembre, il 25 settembre sarò anche alla fiera di Piazza Madama: solo mercatino, ma un mercatino pieno di tesori.

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Dopo dieci anni di assenza (era dal 2001 che non ci andavo, all’indomani delle Torri Gemelle, in una situazione di sfruttata dalle agenzie per il lavoro, meglio oggi che sono una precaria bohemienne della cultura!) sono tornata a Lucca Comics and Games, che non è più nel Palazzetto dello Sport, ma dentro la cinta muraria della città antica.
Certo, negli stand in certi momenti c’è da farsi saltare i nervi, certo, non chiudere i vicoli alle auto private è un errore, così come bisognerebbe curare l’igiene per terra perché le lattine possono essere pericolossime.
Ma per il resto godersi Lucca e poter girare per una città storica e d’arte unica, con scorci tra chiese e palazzi incredibili, è un’esperienza davvero bella, tanto che dopo un paio di visite doverose agli stand degli editori con cui sono in contatto (un saluto a Iacobelli e a Teke soprattutto!), alle mostre su Salgari e su Barbieri nel Palazzo Ducale e nel Japan Palace mi sono data al passeggio, percorrendo le mura popolate da cosplayer, la storica via Fillungo con le sue librerie, la piazzetta con le bancarelle dell’usato, il vicolo con la birreria La tana del boia con il fantastico paninazzo pomodoro, pecorino e pepe, e peccato che fossi con lo stomaco in disordine perché aveva delle birre artigianali uniche.
I colori dell’autunno poi sono magici e non c’è niente di più gradevole di una bella giornata autunnale.
Lascerò passare altri dieci anni prima di tornarci? Penso di no, ma devo poter almeno avere una giornata di riposo il giorno dopo. Comincio ad essere vecchietta…