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In parallelo alla mia scoperta del mondo nerd, c’è anche stata la mia scoperta dell’impegno civile nel settore femminista, dei diritti omosessuali e ovviamente degli animali, cani e gatti in testa e no, non ci sto a sentirmi chiamare specista.
In quest’ultimo periodo ho frequentato gli apericena delle Sfigatte, sono andata alla prima edizione della manifestazione A tutta coda, ho visitato assiduamente i due bar dei gatti di Torino e ho fatto vari incontri in giro con amici a quattro zampe. Una cosa che mi gratifica sempre, del resto io sento sempre il bisogno di salutare tutti i pelosi, cani e gatti, che incontro. Sarò fissata, ma non posso essere diversa da così.

Il mio gatto Matteo aveva dei ricordi selvatici e cercava sempre di scappare. Anselmo era troppo malato ed era un angioletto che era venuto a trovarmi, Eusebio invece adora stare a casa e non si interessa al mondo che c’è là fuori perché tutto quello che ama è nelle quattro pareti di casa.
Io con la casa ho un rapporto contraddittorio. Ho sempre odiato i ruoli tradizionali femminili, tipo fare la casalinga, ho passato un’adolescenza da hikikomori e poi mi sono cercata interessi fuori casa, ma a casa ci devo comunque stare a scrivere. Diciamo che un gatto come Eusebio, essere magico e spirito mistico, aiuta a stare uniti: la casa è dove c’è il micio, per me sempre e comunque. L’importante è saperne uscire, ma anche sapere stare a casa, magari trovandosi delle attività. Del resto, qualcuno ha detto che questa stagione invernale è l’ideale per noi nerd, per starcene a casa a leggere e guardare dvd di cartoni e film. Magari con un gatto in braccio.

I gatti… incredibili e magici creature, puoi vivere con loro per anni e anni e ancora ti stupiscono e, no, non arrivi ad afferrare fino in fondo la loro magia e simpatia.
Tra i libri sui gatti che ho letto devo dire che L’amore in un giorno di pioggia di Gwen Cooper è davvero carino e toccante, la storia di un gatto che unisce due generazioni, facendo riscoprire amore, tenerezza, speranza. Peccato solo che il titolo sia lo stesso di un altro libro di tutt’altro genere, caruccio ma che non centra niente.

amore

Ed ecco anche un bel video sui gatti, che ho trovato in biblioteca.

http://www.youtube.com/watch?v=yjKjpshb0mg

 

 

Le donne leggono e le donne scrivono, e come sempre ho trovato tante storie di donne, e non solo, nelle proposte di questi ultimi mesi.
Interessante il ritratto degli ultimi decenni di storia francese de Le sorelle ribelli di Corinne Atlas, in una società così vicina alla nostra ma anche così lontana.
Commovente e struggente Tra la notte e il cuore di Julie Kiebler, incontro tra l’anziana miss Isabelle e la giovane afroamericana Dorrie, on the road alla scoperta del passato tragico e mai dimenticato di una ragazza che osò amare un uomo di colore in tempi in cui ai cittadini neri erano negati tutti i diritti, tranne quelli di servire e morire al fronte durante la seconda guerra mondiale.
Bello anche Una stanza piena di sogni di Ruta Sepetys, altro ritratto degli anni Quaranta a stelle e strisce, in cui la giovane protagonista, fiore nato in mezzo al fango e al letame cercherà la sua strada altrove. Avevano spento anche la luna  raccontava meritoriamente il dramma dei lituani sotto Stalin, qui invece la storia è più distante dall’autrice ma non per questo meno riuscita.
Interessante anche, e non solo per ragazzi, Lo specchio delle libellule della brava e purtroppo scomparsa Eva Ibbotson, una vicenda tra realtà e fantasia ambientata durante la Seconda guerra mondiale.
Mi ha un po’ delusa invece, rispetto agli altri della stessa autrice, La libreria degli amori inattesi di Lucy Dillon, che dalla trama e dalla copertina prometteva ottimamente, e che invece è un po’ gnecco.
Bello, anzi bellissimo, Sette vite e un grande amore di Lena Divani, storia di un gatto e del suo amore per la sua umana, da consigliare a chiunque ami i gatti, buffo e commovente allo stesso tempo.
Bello, con due storie tra passato e presente dell’Iran, L’attrice di Teheran di Nahal Tajadod, ispirato al personaggio contemporaneo dell’attrice Golshifteh Farahani, oggi esule da un Paese che discrimina le donne e l’arte.
Interessante e crudo Il corpo umano di Paolo Giordano, sulle vite di soldati e soldatesse impegnati nelle cosiddette missioni di pace in Afghanistan, visti in tutte le loro debolezze e vizi: devo dire che mi è piaciuto di più del tanto premiato La solitudine dei numeri primi.