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Gatti, fumetti, fiere, gadget, libri… e per la cronaca il peluche del gatto del Cheshire del film di Tim Burton e la sciarpa a forma di gatto di Emily sono al top della mia wish list.

C’è gente che ha paura del cambiamento e che rimane attaccata alle stesse abitudini: un po’ abitudinari lo siamo tutti, del resto siamo animali e gli animali sono così, ma per fortuna le cose cambiano e devono cambiare.
Certo, di fronte a tragedie immani come il terremoto che ha colpito pochi giorni fa il Centro Italia si resta basiti e senza parole per quello che è stato il trauma di cambiamento per chi ha potuto salvare la pelle ma ha perso tutto il resto, ma ci sono cambiamenti diversi, esteriori e interiori, che bisogna affrontare e che è bene che capitino.
Una cosa contro cui mi sono scontrata e contro cui mi capita ancora oggi di scontrarmi, anche se pian piano meno, è con la gente che non capisce che si cambia, non sempre come gli altri vorrebbero, si scoprono nuovi interessi e nuovi lati di se stessi e si lasciano altre cose. Mi è capitato tempo fa di andare a prendere un gelato nella gelateria vicino a dove abitavo anni fa e che frequentavo trent’anni fa e la titolare ha fatto una battuta sulle menate che mi piacevano ancora, e io ho dovuto farle notare che ormai ero grande e quelle cose non mi interessavano più. O ancora, mi è capitato di dover ribadire il concetto che aver fatto anni fa dei corsi di studio di programmazione e contabilità che ho provato a fare ma che si sono rivelati non adatti per me non deve vincolarmi a passare la vita a fare delle cose che non mi interessano. E altre cose.
E’ bello cambiare, è bello scoprire cose nuove o riscoprire cose vecchie, come è successo a me con gli studi umanistici e la scritura. E bisogna che gli altri se ne facciano una ragione.

Dario Fo è oggi uno degli intellettuali italiani più amati, di chiaro orientamento di sinistra. Non molti sanno che da ragazzino Dario Fo era fascista, come molti altri e altre della sua generazione: poi il mondo è cambiato e lui ha capito che tutto questo era sbagliato, prendendone le distanze, rinnegando e liberandosi del suo passato.
Il fascismo è stato un periodo storico particolare, in cui si era indottrinati fin da bambini nell’adorazione del regime, attraverso un modo di vivere e attività varie: era normale per allora essere fascisti, non è così facile da capire oggi con il senno di poi, ma allora la società era organizzata in quel modo.
Con i dovuti distinguo, è quello che succede ancora oggi quando ti viene imposto fin da bambino/a di essere etero, con degli stereotipi che sono inaccettabili anche se si è davvero etero. Chiaro che in una prima fase, che spesso purtroppo dura a lungo (anche se man mano sempre meno) ci si crede etero, anche se magari quel modello non piace. Poi, crescendo e conoscendo il mondo, si capisce che non si è così e occorre allora liberarsi, rinnegare e ripudiare tutto l’eterosessismo e l’omofobia con cui si è stati oppressi e oppresse per anni, iniziando una nuova vita di libertà e senza ipocrisia, ma con non pochi problemi. Perché ci sarà gente che ti dirà “una volta ti piaceva l’altro sesso, cosa ti è successo, hai subito qualche delusione, trauma, violenza e senz’altro hai incontrato chi ti ha plagiato!”, non riconoscendo il tuo percorso identitario di liberazione, anche perché nei mass media, in particolare in quello schifo che sono le soap opera, girano modelli deliranti in cui per esempio il lesbismo viene visto come un capriccio momentaneo, perché a tutte le donne piacciono gli uomini suvvia!
Capire che ad una lesbica non piace proprio essere stuprata da un uomo, meno ancora che ad una etero,  perché questo sarebbe, uno stupro, perché essere lesbiche vuol dire non essere attratte dagli uomini e non è una malattia da guarire o una condizione temporanea ma una situazione duratura, a quanto pare è troppo per queste persone. Così come pensare che si  è lesbiche (o gay)  perché non si è trovata la persona giusta dell’altro sesso, a parte l’immaturità di parlare di persone giuste, principi azzurri e simili sono cagate che non esistono, ma poi per lesbiche e gay non esiste la persona giusta dell’altro sesso che ti fa cambiare idea, fatevene una ragione e fatevi una vita.
E’ bello cambiare, anche se magari è un po’ scomodo, è bello essere diversi, è bello non essere più i pirla che si era da adolescenti quando non si poteva essere quello che si è. Guai se non succedesse, allora davvero non si sarebbero prospettive. E’ bello cercare se stessi, è bello cadere e rialzarsi, capire la propria vera strada anche sbagliando, è bello capire che quello che si faceva anni fa non vale più perché si sono trovate cose e persone migliori.
Io rinnego e ripudio di essermi finta etero da adolescente. Rinnego e ripudio tutti i romanzetti rosa che ho letto e le menate per casalinghe depresse che ho visto, a cominciare da quelle due cagate pazzesche di Uccelli di rovo Angelica, rinnego e ripudio gli ignobili pomeriggi passati chiusa in casa a sorbirmi mentate come Bolero fingendo che mi piacesse, rinnego e ripudio tutti i discorsi cretini eterosessisti che ho sentito, tutte le volte che ho trangugiato quando mi hanno detto che un giorno mi sarei sposata facendomi notare quanto erano carini i tizi cessi di turno. Rinnego tutto perché non ero io, ero quello che mi era stato imposto.
Sono felice di essere cambiata. E a chi mi dice Una volta ti piacevano certe cose, rispondo anche che una volta non mi interessavo di fumetti, fantastico e cultura nerd, che oggi sono diventate cose fondamentali della mia vita. Così come una  volta non mi interessavo di cose sociali, animalismo in testa, ma oggi lo faccio, anche perché Torino non è più il grigiume senza niente che era negli anni Ottanta.
Credo che in questi giorni di diritti civili e rigurgiti omofobi sia fondamentale che ognuno e ognuna di noi alzi la testa e cominci dalla sua vita a difendere il proprio diritto ad esistere e a non essere come vogliono forze reazionarie, presenti certo in alcune persone e movimenti, ma latenti in tante altre. Non voglio più sentire l’aggettivo depravata affiancato a lesbica (le etero che sbavano per le sfumature e simili sognando la sottomissione ad un uomo cosa sono?), non voglio più sentire stronzate su plagi, traumi e simili, non voglio più sentire rivangare la mia merdosa adolescenza. E per chi non lo capisce, pernacchie e vaff…