archivio

Archivi tag: oriente

Tra gli eventi più belli a cui ho assistito in questo ultimo periodo, merita senz’altro una menzione l’incontro con Amitav Ghosh, autore indiano, in collaborazione con il gruppo di lettura Neri Pozza. Eccoci qui!

Tra giugno e luglio ho avuto modo di partecipare a due eventi legati a manga, anime e Giappone, alla fine collegati.
Innanzitutto il Torino Matsuri, in lungo Dora, con gara cosplay, conferenze, bancarelle, cibarie (gnum i pisellini piccantissimi al wasabi), che crescerà ancora nei prossimi anni, e dove mi sono beata per due week-end, con tanto di incontri con splendidi cani in tema.

MATSURI 2015-06-16-afnews.info-Matsuri-2015-mostraconv

Poi, la splendida mostra su Leiji Matsumoto, autore di Harlock, organizzata dall’omonima associazione, prima al Quadrilatero romano in una galleria e poi al Matsuri. Belle persone, mostra splendida e ottimi contatti per il futuro.

MATSURI 2015-06-16-afnews.info-Matsuri-2015-mostraconv capitan-harlock-arcadia-giovinezza-1030x615 11150711_915645011808310_2767712782609592520_n 11391391_1132273246799815_7667279850695176035_n 11393069_1132273263466480_6727045987627738551_n 11401454_1132273053466501_6056893384204418523_n 11425246_1132273106799829_3519296429300305647_n

Un gruppo di pensionati, tra una zitella che deve essere operata all’anca e non ha soldi per farlo in Inghilterra, una nonna stufa di essere schiavizzata dai figli e nipoti, un uomo in cerca di un suo antico amore proibito, una donna rimasta piena di debiti dopo la vedovanza e una coppia che sta scoppiando, si trovano a dover passare un soggiorno in India, scoprendo nuove strade, nuove possibilità e forse anche nuovi amori. Un film che fa ridere e piangere, commuovere e pensare, un inno agi inizi che ci sono in continuazione nella vita, basta crederci. Tutti bravissimi, con Judi Dench e Maggie Smith una spanna sopra gli altri.

Leggevo qualche giorno fa che l’angolo cruciale del mondo di oggi, oltre che quello dove si combatte una guerra senza pietà che avrà ripercussioni su tutto e tutti, è quello tra Afghanistan e Pakistan.
La Storia del Pakistan contemporaneo rivive in questa autobiografia di Fatima Bhutto, figlia e nipote di politici assassinati, in cerca da sempre di una sua identità e libertà ma attaccata al destino di una famiglia tragica e corrotta, innovatrice ma ambigua. Un libro da leggere, sperando che un giorno qualcosa si muova in quelle terre lontane.

Un libro essenziale e toccante per capire una delle tragedie contemporanee, quella dell’Afghanistan, raccontata da una donna, Malalai Joya, nata sotto la dominazione sovietica e poi cresciuta tra talebani e presunti eserciti di liberazione. Solo dalle donne e comunque da persone diverse può venire un cambiamento in una terra martoriata: un libro che tocca il cuore, irrinunciabile per capire l’oggi e provare a sperare un mondo migliore.

Kenizé Mourad, autrice già attiva negli anni Ottanta con libri su figure femminile dell’Oriente, torna sugli scaffali con questo romanzo, incentrato su una storia vera, quella di Hazrat Mahal, moglie del sovrano di uno staterello indiano, che nell’India dell’Ottocento guidò una rivolta contro la dominazione inglese. Una storia che aveva già ispirato il bel La donna sacra di Michele di Grecia, e che viene restituita con passione e rigore. Per ricordare che in Oriente le donne non se stanno solo chiuse negli harem e avvolte nei burqa.

Un romanzo in cui Banana Yoshimoto, autrice che adoro, racconta i misteri della gravidanza, partendo dalla sua e da quella della sua protagonista, Kimiko, attraverso i suoi sogni e la presenza dei delfini. Non è il libro dell’autrice che ho preferito, il mio must suo resta Amrita, ma è comunque un libro gradevole.

Storia di amori e passioni in salsa orientale scritta da Kenzaburo Oe, premio Nobel per la letteratura nel 1994, che ricorda l’amore di una scrittore per la sua musa, un’attrice cinematografica.
Non è un libro privo di interesse, ma onestamente ho preferito altri libri di autori giapponesi, a parte Banana Yoshimoto, come Yukio Mishima e Haruki Murakami. Detto questo, se si ama il Giappone lo si può anche leggere.