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Archivi tag: romanzi sentimentali

Il mio amore per i libri è sconfinato, ma sono arrivata ad un punto della mia vita in cui ho sentito il bisogno, non solo per motivi di spazio (continuo a prendere e ricevere libri) di fare un po’ di repulisti. Ero a oltre 4000 volumi, ora sono scesa a 3900 e rotti, e ho fatto una cernita non impulsiva ma motivata, partendo dal presupposto che come attivista femminista e gay non potevo più tenere romanzi sentimentali eterosessisti, meno che mai quelli che hanno contaminato generi di gran valore come il romanzo storico e il romanzo fantastico.
Libri che si ispirano a classici e autori di pregio, da Defoe a Jane Austen, dalle sorelle Bronte a Manzoni, ma che presentano intrecci allucinanti, stereotipi assurdi, storie risibili, modelli assurdi che possono su certe psichi fare non pochi danni.
Non ne avevo tanti, ma un po’ ne avevo, ed è stata una bella occasione davvero per fare un po’ di spazio. Alcuni libri li ho dati via a scatola chiusa, altri li avevo letti anni fa e sapevo che erano da dar via, alcuni altri ho provato a leggerli, ho avuto alcune sorprese, di solito da libri usciti in collane di romance ma che di romance hanno poco (come i bellissimi romanzi di Pam Jenoff), ma anche tanta roba da tirare sul tavolino del book crossing. Sento di aver fatto la cosa giusta.
Ovviamente, la maggior parte dei libri sono rimasti: romanzi storici senza eroine indomite e bei maschioni, libri sulla Wicca e la spiritualità, fantasy, fantascienza, horror, romanzi per ragazzi, fiabe, gialli, thriller, biografie, libri illustrati, libri d’arte, romanzi al femminile, libri sugli animali, libri a tematica gay, libri sui gatti, fumetti, saggistica, manualistica, fanno la loro bella mostra sui miei scaffali. E sono anche più valorizzati!

Adoro l’Irlanda e i formaggi, e dato che questo libro li comprende entrambi, lo dovevo leggere. Era stato anche paragonato a Chocolat: parallelo devo dire poco proponibile. La storia è confusa, ha momenti piacevoli e altri un po’ imbarazzanti (morti che ritornano e altro): c’è il tema del volersi rifare una vita, del voler ricominciare, e il tutto si stempera in pagine che ti danno un po’ di passatempo ma niente di più. Comunque, il formaggio mi ha fatto venire l’acquolina in bocca, anche perché ho un ricordo fugace ma meraviglioso dei formaggi irlandesi, che avevo assaggiato ad un mercatino di prodotti tipici di Dublino.