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Oltre ai romanzi storici e fantasy leggo anche romanzi moderni di autori vari, e da alcuni mesi partecipo al Book Club Neri Pozza, avendo in mano libri comunque interessanti.
Pensando alle letture di questo 2014 ormai al lumicino, splendido Storia di una professoressa di Vauro Senesi, inno alla  professione di insegnante, a chi continua a crederci e ad amarla.
Interessante Sogni di marzapane di Danila Bonito, volto del Tg, che non sapevo che soffrisse di diabete, una malattia su cui si sa poco, e io, come figlia di un diabetico, lo so bene.
Spietato e disincantato Corpi di gloria, di Giuliana Altamura, una persona a dir poco intrigante e splendida che ho avuto modo di conoscere all’ultimo Salone del libro, che qui ritrae una gioventù dorata e allo sbando nel sole della Puglia.
Bella la cronaca di un’infanzia de Il bambino che parlava la lingua dei cani, la storia del nonno della protagonista Joanna Gruda durante la guerra, con atmosfere che mi hanno ricordato non poco Truffaut e Malle.
Efficace e struggente Mistero di Natale di Arianna M. Romano, che ho avuto l’onore di conoscere anche lei al Salone, una storia ai confini della realtà e non solo.
Interessante anche Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni, altra autrice con cui non sono in contatto, storia al femminile e non romanzetto rosa, tra Parigi e Firenze, due città che adoro.
Caruccio Un tramonto a Parigi di Jenny Colgan, storia di un nuovo inizio al femminile nella capitale francese e nelle aziende cioccolatiere. Viene l’acquolina in bocca, in più di un pezzo.
Un po’ deludente lo young adult I segreti di Amber House di Kelly Moore e Tucker Reed, un libro di cui mi aspettavo di più, data la fama dell’editore Feltrinelli. Oddio, sempre meglio di vampirotti luccicanti e sfumature color cacca, ma allora preferisco cose di altro livello.
Mi ha fatto venire una gran voglia di andare a Praga il thriller anomalo Complicazioni di Isaac Adamson: un po’ confusa la storia, ma splendida l’atmosfera nella capitale ceca.
I primi tre volumi del grupo di lettura Neri Pozza sono stati: Marguerite, di Sandra Petrignani, romanzo biografico su Marguerite Duras indeciso tra romanzo e biografia e non sempre convincente (anche se il personaggio trattato è interessantissimo), Svegliamoci pure ma ad un’ora decente, di Joshua Ferris, ritratto alla Woody Allen di una certa alta borghesia ebraica newyorkese non privo quindi di ironia, e il devo dire poco incisivo L”illusione della separatezza di Simon Van Booy, libro che vorrebbe mettere insieme tante storie secondo la logica dei gradi di separazione ma alla fine non comunica granché.
Del resto l’utilità dei gruppi di lettura è anche quella di farti leggere libri che non leggeresti e di farti scoprire nuove cose.

Noi donne leggiamo e noi donne scriviamo, e molto spesso cose valide, con toni diversi, e spesso noi scrittrici siamo molto italiane. Lo testimoniano vari libri di autrici che ho letto in questi mesi.
Il tempo è un dio breve, di Maria Pia Veladiano, conferma il talento dell’autrice, anche se ho preferito La vita accanto, facendo riflettere su vita, morte, grandi questioni spirituali, gioie e dolori dell’esistenza. E l’autrice è una persona davvero speciale, la vedo sempre con tanto piacere.
Eredità di Lilli Gruber racconta la storia della famiglia dell’autrice, una delle giornaliste che apprezzo di più  e che ho seguito da quando, poco più vecchia di me allora, iniziò a condurre il Tg2. Un’efficace ricostruzione di una pagina spesso dimenticata della nostra Storia, i rapporti tra l’Italia e i nuovi territori altoatesini.
Entra nella mia vita, il nuovo romanzo di Clara Sanchez, racconta una storia di bambini sottratti: lo spunto è interessante, ma dopo aver adorato Il profumo delle foglie di limone non mi ha soddisfatta a pieno.
Cuore cavo di Viola di Grado racconta la storia del suicidio di una ragazza, vista da dopo la morte: Viola di Grado è un personaggio che mi intriga non poco e i suoi libri, storie tra fantasia e realtà di disagio al femminile non lasciano certo indifferenti.
Le bambine che cercavano conchiglie di Hannah Richell è un ritratto di famiglia di donne tra tragedia e speranza, incentrato sul rapporto madre – figlie di fronte al dramma che colpisce una persona. Forse scontato, ma scorrevole e ben scritto.
Il seggio vacante di Jk Rowling è la nuova fatica non in salsa fantasy dell’autrice di Harry Potter: ottimamente scritto, pronto a parlare della società inglese di oggi, ma i toni sono davvero disincantati. Un libro che non so dire se mi è piaciuto o meno, ma che è interessante. Attendo le prossime prove di un’autrice che ha saputo farci sognare.
Forse l’argomento è un tantino inflazionato, ma io ho trovato bellissimo La figlia dei ricordi di Sarah Mc Coy, ambientato tra la Germania sotto il nazismo e il Texas di oggi, per ricordare che non tutti erano stati indottrinati dalla dittatura e che anche oggi si può voler cambiare. Meravigliose le ricette di pasticceria tedesca, soprattutto la torta fragole e cioccolato!
Con toni più thriller, ma non è niente male Nulla resta nell’ombra di Claudia Vilshofer, tra l’altro ambientato in parte sulle colline piemontesi, storia di una scomparsa e di una donna che scopre segreti mai detti di suo marito. Tosto ed avvincente.
Un po’ deludente, e mi spiace dirlo, La Masnà di Raffaella Romagnolo, saga familiare piemontese tra gli anni Trenta e oggi, con una nonna contadina, una figlia lavoratrice e poi casalinga, e una nipote che studia e avrà forse un avvenire migliore. Aveva tutti i numeri per piacermi, ma non mi ha detto granché. Peccato.

Inutile pensare di liberarsi, affettuosamente, di loro: Jane Austen e le sorelle Bronte tornano sempre in libreria o al cinema, con nuove edizioni dei loro romanzi, seguiti, nuovi film, riletture e approfondimenti e se sei fan di loro non puoi fare a meno di arricchire la tua collezione.
Non è male La figlia di Jane Eyre di Elizabeth Newark, seguito del capolavoro proto femminista di Charlotte Bronte, che tra l’altro ha anche il coraggio di rappresentare Jane come non particolarmente simpatica, una classica dama vittoriana repressa.
Interessante anche l’operazione che ha fatto l’autrice, purtroppo scomparsa, Joan Aiken, che in I Watson e Emma Watson prende l’ultimo romanzo incompiuto di Jane Austen e gli dà una continuazione, utilizzando, e non era facile, lo stesso stile dell’autrice senza inutili forzature moderne.
Non è un romanzo ma forse è ancora più interessante La vita secondo Jane Austen, in cui l’autore William Deresiewicz racconta come è entrato in contatto con i romanzi dell’autrice e quanto gli hanno insegnato per la vita. Un modo per essere fan.

La lettura è donna, dicono, e ogni mese sono tante le storie raccontate al femminile che escono, a volte recuperi di libri di una volta, a volte assolute novità.
Borgo Propizio di Loredana Limone racconta le vicende paradossali di una giovane professionista di città che decide di riciclarsi aprendo una latteria in un paesino e del buffo microcosmo che la circonda, tra mature storie d’amore e furti paradossali. Divertente, un buon esordio per un’autrice che nella vita ha già fatto tante cose interessanti.
Altre atmosfere, tra realismo tragico e verismo fantastico, per La ragazza dai capelli di fiamma di Carolina de Robertis, storia di una ragazza di un Paese sudamericano reduce dalla dittatura che scopre la verità sulle sue origini grazie alle visite di un fantasma, quello di uno studente suo padre morto prima di conoscerla che la porterà a cercare di scoprire la verità. Un po’ confuso, ma le ultime due pagine fanno fare un tuffo al cuore, giusto per non dimenticare una tragedia in un mondo che si diceva civile.
La memoria è al centro anche de La notte dell’oblio di Lia Levi, storia di una giovane donna ebrea che negli anni Cinquanta cerca di scoprire chi ha tradito suo padre, poi deportato. Interessante, ma ho preferito sulla stessa epoca Ragazze, cappelli e Hitler, libro postumo di Trudi Kanter, in cui si racconta la fuga all’estero dell’autrice, modista austriaca di origine ebraica, con molto umorismo e partecipazione.
Ma una delle storie al femminile più belle che ho letto ultimamente è Finché le stelle saranno in cielo di Kirstin Harmel, storia di una giovane donna di oggi, pasticcera controvoglia, con un matrimonio fallito alle spalle, che decide di partire alla scoperta delle origini della famiglia della nonna, ormai malata di Alzheimer, scoprendo antichi amori, e solidarietà inaspettate, come quella della comunità musulmana che salvò molti ebrei dalla follia di Hitler. Un libro toccante, che ti fa credere in un mondo migliore.

Jane Austen è una delle autrici tutt’oggi più amate, in questo blog è stata citata più e più volte, e viene trasposta molto spesso al cinema e in televisione.
Purtroppo in Italia non è arrivato quasi più niente, dagli anni Settanta, degli sceneggiati della BBC, e persino Orgoglio e pregiudizio con Colin Firth di metà anni Novanta è passato in sordina tranne che per gli affezionati.
Si può partire o ripartire con tre film in tema, che comunque danno già una buona idea della vita e delle opere di Jane Austen.
Ragione e sentimento di Ang Lee su sceneggiatura di Emma Thompson, con la stessa Thompson, Kate Winslet, Alan Rickman e Hugh Grant è uno degli adattamenti migliori della Austen, complici il cast, l’ottima ambientazione, il tema sempre attuale del conflitto tra cuore e cervello.
Non è forse il migliore adattamento di Orgoglio e pregiudizio, ma la versione di Joe Wright ha indubbiamente avvicinato le giovani generazioni al libro, Keira Knightley è una Elizabeth Benett pimpante e credibile e Rosamunde Pike è perfetta come sorella maggiore. Anche qui ambientazione da incanto.
Molto, molto bello come biopic Becoming Jane di Julian Jarrold, ritratto della vera Jane Austen, certo un po’ romanzato ma utile per rappresentare la condizione di una donna intellettuale in quell’epoca. Perfetta la protagonista Anne Hathaway, ancora una ragazza che scrive, sia pure in un contesto diverso da quello de Il diavolo veste Prada.

Ho completato la serie del mondo di Terre d’Ange di Jacqueline Carey, autrice fantasy capace di coniugare fascino, sensualità, lotte di potere e un mondo che ricorda da vicino l’Europa rinascimentale.
Dopo la trilogia su Phèdre, formata da Il dardo e la rosaLa prescelta e l’erede La maschera e le tenebre, Jacqueline Carey si concentra su Imriel, figlio della perfida Melisandre e protetto di Phèdre, raccontandone la sua vicenda in una serie di libri, tutti divisi in due in italiano, che comprendono Il trono e la stirpeIl sangue e il traditoreIl principe e il peccato, La sposa e la vendetta, Il bacio e il sortilegio e La spada e la promessa, continuando la vicenda tra passioni e intrighi, con fascino anche se la parte su Phèdre è insuperabile. Un buon esempio comunque di fantasy adulta e poco politicamente corretta.

Spesso si sente dire che il fantastico non è un genere nelle corde degli autori italiani: non è proprio così, e l’ennesimo autore che confuta questa affermazione è Lara Manni, autrice della saga di Esbat, nata come fanfiction su Inuyasha ma sviluppatasi poi in maniera autonoma, tra demoni, disegnatrici che evocano, nascite misteriose, dimensioni che vengono in contatto.
EsbatSopdet Tanit è una saga di rara maestria, tra Storia e leggenda, tra amore e pulsioni demoniache, e rimane dentro. In attesa delle prossime fatiche nel genere di Lara Manni.

Ho avuto l’onore di conoscere Elena Cabiati, mia concittadina, amante come me del fantasy e autrice de La viaggiatrice di O, storia di magia ambientata proprio nella mia Torino, avvincente e piacevole. Elena ha vinto il torneo Io scrittore e non era raccomandata, quindi la possibilità c’è. Penso che la frequenterò ancora, anche perché come autrici di fantasy ci sta venendo in mente una cosa da fare… ma non voglio anticipare niente.

Inutile girarsi attorno: Jane Austen e le sorelle Bronte continuano ad essere amate, lette, imitate, basti vedere la grande proposta di libri e anche film a loro dedicata che continua ad esserci.
Dopo averci raccontato le difficoltà di una ragazza di oggi, patita della Austen, nell’epoca della Reggenza, Laurie Viera Rigler ci racconta in In viaggio con Jane Austen le peripezie di una fanciulla Ottocento che si risveglia nel mondo di oggi: carino, anche se Shopping con Jane Austen resta insuperabile.
Basato su un fatto vero della vita di Jane Austen è carino anche Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato di Cora Harrison, la vita della scrittrice in gioventù vista da sua cugina. Un libro impreziosito da alcuni deliziosi disegni in stile Ottocento.
La vita di Charlotte Bronte e il suo unico, grande amore rivive invece in Romancing Miss Bronte di Juliet Gael, anche se è inferiore all’analogo I sogni perduti delle sorelle Bronte.
Curioso il seguito paranormale di Cime tempestoseIo sono Heathcliff di Desy Giuffré, anche se con un taglio un po’ troppo adolescenziale.
Non male davvero invece il Jane Eyre cinematografico di Cary Fukunaga con Mia Wasikowska e Michael Fassbender, una rilettura che svecchia senza tradire, raccontando in maniera efficace la storia di una protofemminista, della prima eroina contemporanea della letteratura. In attesa di Cime tempestose con Heathcliff di colore e della Wasikowska Madame Bovary.