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Archivi tag: stile di vita

Intanto, tra visite mediche, esami, collaborazioni, eventi nerd, io continuo anche a scrivere. Dovrei riuscire (voce del verbo devo) a chiudere il saggio sul fantasy per fine 2015, devo solo mettermi di buzzo buono, ho da promuovere il saggio su Lady Oscar, e poi ci sono altri progetti. Certo, non potrei mai fare la hikikomori chiusa in casa a tempo pieno a scrivere, ma ogni tanto devo sforzarmi…

Vent’anni fa tornavo a Torino da Londra e sentivo molto la differenza tra le due città, a sfavore di quella in cui vivevo, e forse certe scelte che ho fatto sono state dovute anche a questo.
Quando sono tornata nel 2007 a Londra, pur adorandola come sempre, non ho più sentito questo gap tra le due città, e non è un caso che dopo questo sia ricominciata la mia nuova vita.
Piazze e vie restituite ai pedoni, musei vecchi restaurati e nuovi, il Circolo dei lettori, biblioteche, palazzi, librerie (con l’assente illustre della Libreria del Salone, sostituita da un grigio Apple store), mercati e mercatini, gallerie, Case di quartiere, parchi dove non si ha più paura di stare… Torino oggi offre mille posti dove andare, mille posti che ho scoperto o riscoperto.

Ho scoperto che, se non fosse per il fatto che mi faccio la doccia tutti i giorni (abitudine che ho preso dopo anni di lavacri a pezzi e bocconi in stile Ottocento, molto meno pratici e efficaci) e che non giro in bici (vade retro, detesto i finti alternativi che mettono a repentaglio l’incolumità di noi pedoni credendo di essere tanto fighi quando in realtà sono solo un branco di sfigati arroganti….) potrei definirmi una hipster perché ho varie caratteristiche di questo stile di vita, pulizia personale e mancanza di idiozia per spostarmi a parte.
Non frequento i negozi di catena e preferisco mercatini e simili, amo i jeans, porto gli occhiali sia da sole che ahimé da qualche tempo anche da vista, ho varie magliette fantasia, mi piace il vintage, amo gli accessori e la bigiotteria, sono vegetariana e mi piace comprare il cibo al mercato, mi piacciono i cinema d’essai e comunque multisala, frequento circoli culturali e gallerie d’arte, leggo molto, ho scelto una carriera in ambito creativo e culturale. Insomma, da anni ho capito che fare l’alternativa, non per posa, ma con convinzione, è l’unico modo che ho per essere felice. Poi, se mi si vuole chiamare hipster (o otaku, o nerd, o geek, o secchiona), questo è un dettaglio. Del resto nessuno è mai al cento per cento una cosa sola, altrimenti sa di falso.

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Dedicata a quello stronzetto represso di selezionatore della Dylog che mi guardò male perché esibivo i miei due tatuaggi piccoli…

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Adoro queste ragazze.

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Io sono andata avanti per una decina d’anni a fingermi normale, facendomi piacere degli squallidi lavori d’ufficio e altre amenità del genere. Mai più.

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