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Archivi tag: thriller esoterici

Sembrava impossibile, ma siamo riusciti a rivedere Mulder e Scully in nuovi episodi di The X-Files sul piccolo schermo, quando ormai erano svanite molte speranze.
Che dire? E’ stato bellissimo ritrovarli, ho amato tantissimo le loro avventure passate, sono entrati nella mia vita in un periodo non felicissimo ma mi sono serviti per evadere e sopportare meglio lavori di cacca, da cui mi estraniavo leggendo notizie e fanfiction in tema. Poi in questi anni sono cambiate tante cose, anche in meglio, ma a differenza di altre cose che si sono rivelate a distanza di anni deludenti e superate, Mulder e Scully hanno sempre fatto parte della mia vita e sarebbero comunque rimasti un bel ricordo su cui lavorare. Ritrovarli in una nuova serie è stato bello, invecchiati e cambiati, come sono invecchiata e cambiata anch’io.
Per il resto, Skinner ormai è invecchiato e l’hanno poco utilizzato, interessante e  da approfondire l’evoluzione di Reyes, Smoking man poteva rimanere dove era perché la sua resurrezione è tirata per i capelli, patetica la comparsata dei Lone Gunmen, bello e da morire dal ridere l’episodio La lucertola mannara, ottimo Doug Savant come genetista senza scrupoli, interessanti i risvolti sociali sia di Home again che di Babylon, Krycek manca molto, come Doggett e Marita, e comunque esigo che ci sia un’undicesima stagione, perché non può finire come è finito!

All’ultimo Salone del libro dello scorso maggio, ho avuto modo di conoscere un’altra simpatica autrice, Elisabetta Cametti, autrice de I guardiani della storia che mi ha prontamente omaggiato per recensioni.
Mantengo sempre le mie promesse, anche se in ritardo ma ci tengo anche ad essere sincera, senza disprezzare una persona che mi ha fatto comunque una gentilezza.
Elisabetta Cametti è una persona adorabile, il suo libro… beh non mi ha convinta fino in fondo, e dire che io amo l’esoterismo, le antiche civiltà (e qui per una volta ci sono gli Etruschi e non i soliti, bellissimi per carità, Egizi!), la città di Londra, i thriller. Mi piacciono un po’ meno gli stereotipi, gli eroi troppo monolitici e perfetti, le scene di sesso fumettistiche, e soprattutto le violenze sugli animali, la morte, abbastanza inutile e gratuita del micio della protagonista mi ha fatto davvero voglia di buttare il libro giù dall’autobus dove lo stavo leggendo.
Grazie per regalarmi i libri, grazie di essere gentili per me, grazie di far sognare la gente, ma non si possono sempre pretendere recensioni positive.

Spesso gli autori italiani vengono snobbati, soprattutto per quello che riguarda la letteratura di genere: peccato, perché ci sono degli  ottimi nomi, magari penalizzati da pseudo case editrici incapaci di fare il loro lavoro e buone sole a criticare.
Pier Francesco Liguori, studioso e ricercatore, ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Vittorio Perera Il custode delle reliquie e con il suo nome La stanza del naturalista, presso l’editore abbastanza serio Ananke, donandoci due thriller esoterici basati sulla ricerca culturale e sugli enigmi del passato, ambientati negli anni Novanta, liberi da cellulari e dalla schiavitù da Internet. Non vedo l’ora di leggere le prossime fatiche dell’autore.
Non meno bello ma vittima delle politiche scellerate di un editore con cui ho avuto purtroppo anch’io a che fare è La Luna nera e la fanciulla dagli occhi di rugiadadi Queen Persephone, al secolo Milena Rao, affascinante distopia tra fantasy e fantascienza, in un mondo del futuro dominato da una tecnologia steam punk e da poteri magici.
Noi autori italiani dobbiamo avere il coraggio di scrivere e proporci: ma se posso dare alcuni consigli, mai editori a pagamento, nemmeno quando il pagamento consiste nell’acquisto di una serie di copie, e controllare che l’editore abbia una buona distribuzione e non deleghi a te di andare in giro a portare i libri e a fare presentazioni sperando di vendere. Per carità, di truffatori mi sono bastati quelli delle interinali, non ne voglio altri e altre nella mia vita.

Non a livello dei romanzi storici e dei fantasy, ma i gialli e thriller incontrano sempre il mio favore, soprattutto quando riescono ad essere un po’ diversi dai soliti schemi, provando nuove strade.
Mi sono segnata di provare a leggere altri libri della brava autrice scandinava Camilla Lackberg, dopo La principessa di ghiaccio, thriller molto interessante e non crudele come tanti di quelli arrivati dal Nord ultimamente, senza per questo essere meno efficace.
Bellissimo e simpaticissimo l’autore: il bel thriller medievale Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni ci porta nei cosiddetti Secoli bui, con una puntata anche alla Sacra di San Michele, per una vicenda appassionante e primo capitolo di una nuova serie (te pareva…). Comunque molto interessante.
Giallo in salsa Desperate Housewives per I delitti di Juniper Lane, di Cammie Mc Govern, storia appunto di una casalinga all’apparenza perfetta che viene accusata di un delitto, sconta la sua pena e poi cerca di scoprire chi è stato il vero colpevole.
Mi aspettavo di più ma non è poi così male Il libro delle bugie di Mary  Horlock, scontro tra misteri di ieri e di oggi nelle Isole del Canale inglesi, l’unica parte di territorio britannico ad essere stata invasa dai nazisti.
Di nuovo un thriller storico di ambientazione medievale per l’inquietante La bambina delle rune di Karen Maitland, misteri e paure sullo sfondo della grande peste del 1348, la stessa di cui scrisse Boccaccio.
Ancora misteri che vengono fuori dalla vita di tutti i giorni in Finché vita non ci separi di Julia Crouch, storia di due amiche dall’adolescenza turbolenta, divise dalla vita, finché una delle due, quella rimasta sbandata decide di rientrare nella vita piccolo borghese dell’altra.
Ancora thriller esoterico in Il profanatore di biblioteche proibite del nostro Davide Mosca, tra passato e presente, in cerca del vero nome di Roma, simbolo di potere. Divertente e su un argomento poco noto.
L’ambientazione vittoriana fa da sfondo invece a Il pittore che visse due volte di Chris Paling, dove un enigma di fine Ottocento torna nel mondo di oggi, tra salti temporali e delitti irrisolti.
Ancora Ottocento per La donna che collezionava farfalle di Bernie Mc Gill, misteri familiari in salsa irlandese intorno ad un delitto atroce e mai spiegato fino in fondo.
Ancora un tuffo nella Londra vittoriana per l’autoriale Il ventre di Londra di Clare Clark, storia vera della costruzione delle fogne nella capitale britannica, oltre che delle ossessioni di un reduce dalla guerra di Crimea, tanto importante anche per la nostra Storia.
Una piccola Jessica Fletcher in erba è protagonista de La morte non è una cosa per ragazzine di Alan Bradley, poco probabile ma abbastanza divertente, meno spocchiosa della classica Nancy Drew.
Un Cold case tra l’oggi e la seconda guerra mondiale con partigiani e lotte per Aldo Cazzullo invece in La mia anima è ovunque tu sia, basato su leggende metropolitane dell’Albese, comunque intrigante.

Tra i tanti emuli di Dan Brown, non proprio emuli visto che il genere thriller esoterico negli Stati Uniti ha stimatori e autori da molto tempo, spicca Glenn Cooper, con le sue storie tra Storia ed enigmi. La mappa del destino e la saga formata da La biblioteca dei morti Il libro delle anime portano in un mondo fatto di biblioteche esoteriche e caverne che nascondono misteri, antiche stirpi e segreti nascosti, e sono decisamente appassionanti. Non saranno grande letteratura, ma c’è una certa soddisfazione ad immergersi in questi romanzi.

Dimentichiamoci i vampirotti adolescenziali e le storie che usano i succhiatori di sangue solo come pretesto: questo romanzo, primo di una serie già opzionata per il cinema, scritto da Deborah Harkness, è una vicenda affascinante, tra la Storia e l’esoterismo, antichi misteri e moderne teorie sull’evoluzione, con protagonisti un vampiro e una strega. Appassionante, un altro di quei libri da cui non staccarsi: ovviamente aspetto il seguito.

Sono tanti i romanzi nati sull’onda de Il codice Da Vinci, ma questo mi ha colpita positivamente per l’aria dotta, per l’intreccio non assurdo ma ben documentato, per l’atmosfera accademica, per la gioia di narrare dell’autore non scissa dall’erudizione. E tra l’altro l’autore non ha pagato per farsi pubblicare, come chiunque sappia scrivere e abbia un minimo di amor proprio.

Tra tutte le imitazioni de Il codice da Vinci e thriller fantastorici, devo dire che quelli di Kate Mosse sono tra i più interessanti e intriganti. Tra la Francia di fine Ottocento e la Francia di oggi si intrecciano le storie di due giovani donne, con i misteri di un mazzo di tarocchi e antiche maledizioni della zona di Carcassone. Appassionante, divertente, simpatico: non sarà un capolavoro, ma mi sono molto divertita.

Non mi era dispiaciuto La fratellanza della Santa Sindone dell’autrice spagnola Julia Navarro, e ho preso con curiosità questa sua altra fatica, anche perché quando si parla di archeologia e misteri tra mito e religione io alzo le antennine da coccinella.
Le premesse c’erano tutte per costruire una storia avvincente, non ultimo il richiamo con l’attualità, ma l’insieme non convince. La storia si trascina per pagine e pagine, decolla verso pagina 400 (su 650 pagine) quando vengono fuori le vere motivazioni alla base di quella che è la storia di una vendetta (comprensibile e condivisibile), ma poi si arena di nuovo. E manca una cosa fondamentale, un cardine della letteratura d’evasione: l’eroe. Non ci sono eroi, tutti personaggi abbastanza spenti, tranne forse il manipolo di vendicatori. Si poteva fare molto meglio, con gli elementi a disposizione.