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Archivi tag: thriller storici

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Tornano Dan Brown e Robert Langdon al cinema in un thriller fantascientifico appassionante e adrenalinico. Il libro è meglio, ma anche il film non scherza, e per un attimo ha soddisfatto la grande nostalgia che ho di Firenze.

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Forse il film migliore che ha fatto Virzì, una storia al femminile on the road, che fa riflettere sulla diversità e sul disagio mentale, e su quanto alla fine tutti siamo diversi a modo nostro.

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Un must imperdibile per i fan delle serie di culto come la sottoscritta. Ci sono quasi tutte le mie serie preferite, come da citazioni in copertina.

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Un cold case riaperto, uno dei tanti bei thriller che escono in Italia e anche per la casa editrice Newton Compton. Il titolo si riferisce ad una specie di margherita, molto diffusa negli States, che sembra avere gli occhi neri.

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Dimenticate i romanzetti storici a base di eroine indomite che vedono più uccelli del cesso pubblico di Porta Nuova. Qui la protagonista, realmente esistista, è una donna che si finse uomo per poter lavorare e mangiare, ma anche per poter essere libera di amare le altre donne. Da non perdere.

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Una struggente graphic novel sul Messico e la rivolta del Chiapas, raccontata come una fiaba attraverso gli occhi di due bambini e di alcuni animali. Per tutte le età.

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Uno dei fumetti fondamentali per capire l’Iran e il mondo musulmano, insieme a Persepolis di Marjane Satrapi e Habibi di Craig Thompson, ma più realistico e forte di questi due.

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Per non dimenticare il G8 di Genova.

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I thriller di Antonio Fusco sono una delle tante scoperte buone di questi mesi, libri che raccontano di indagini nell’animo umano, in questo caso con orrori nascosti dietro a persone irreprensibili.

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Uno dei pochi film commedia che sopporto, moderno e pimpante… si vede con piacere ancora adesso.

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Spesso gli autori italiani vengono snobbati, soprattutto per quello che riguarda la letteratura di genere: peccato, perché ci sono degli  ottimi nomi, magari penalizzati da pseudo case editrici incapaci di fare il loro lavoro e buone sole a criticare.
Pier Francesco Liguori, studioso e ricercatore, ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Vittorio Perera Il custode delle reliquie e con il suo nome La stanza del naturalista, presso l’editore abbastanza serio Ananke, donandoci due thriller esoterici basati sulla ricerca culturale e sugli enigmi del passato, ambientati negli anni Novanta, liberi da cellulari e dalla schiavitù da Internet. Non vedo l’ora di leggere le prossime fatiche dell’autore.
Non meno bello ma vittima delle politiche scellerate di un editore con cui ho avuto purtroppo anch’io a che fare è La Luna nera e la fanciulla dagli occhi di rugiadadi Queen Persephone, al secolo Milena Rao, affascinante distopia tra fantasy e fantascienza, in un mondo del futuro dominato da una tecnologia steam punk e da poteri magici.
Noi autori italiani dobbiamo avere il coraggio di scrivere e proporci: ma se posso dare alcuni consigli, mai editori a pagamento, nemmeno quando il pagamento consiste nell’acquisto di una serie di copie, e controllare che l’editore abbia una buona distribuzione e non deleghi a te di andare in giro a portare i libri e a fare presentazioni sperando di vendere. Per carità, di truffatori mi sono bastati quelli delle interinali, non ne voglio altri e altre nella mia vita.

Non a livello dei romanzi storici e dei fantasy, ma i gialli e thriller incontrano sempre il mio favore, soprattutto quando riescono ad essere un po’ diversi dai soliti schemi, provando nuove strade.
Mi sono segnata di provare a leggere altri libri della brava autrice scandinava Camilla Lackberg, dopo La principessa di ghiaccio, thriller molto interessante e non crudele come tanti di quelli arrivati dal Nord ultimamente, senza per questo essere meno efficace.
Bellissimo e simpaticissimo l’autore: il bel thriller medievale Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni ci porta nei cosiddetti Secoli bui, con una puntata anche alla Sacra di San Michele, per una vicenda appassionante e primo capitolo di una nuova serie (te pareva…). Comunque molto interessante.
Giallo in salsa Desperate Housewives per I delitti di Juniper Lane, di Cammie Mc Govern, storia appunto di una casalinga all’apparenza perfetta che viene accusata di un delitto, sconta la sua pena e poi cerca di scoprire chi è stato il vero colpevole.
Mi aspettavo di più ma non è poi così male Il libro delle bugie di Mary  Horlock, scontro tra misteri di ieri e di oggi nelle Isole del Canale inglesi, l’unica parte di territorio britannico ad essere stata invasa dai nazisti.
Di nuovo un thriller storico di ambientazione medievale per l’inquietante La bambina delle rune di Karen Maitland, misteri e paure sullo sfondo della grande peste del 1348, la stessa di cui scrisse Boccaccio.
Ancora misteri che vengono fuori dalla vita di tutti i giorni in Finché vita non ci separi di Julia Crouch, storia di due amiche dall’adolescenza turbolenta, divise dalla vita, finché una delle due, quella rimasta sbandata decide di rientrare nella vita piccolo borghese dell’altra.
Ancora thriller esoterico in Il profanatore di biblioteche proibite del nostro Davide Mosca, tra passato e presente, in cerca del vero nome di Roma, simbolo di potere. Divertente e su un argomento poco noto.
L’ambientazione vittoriana fa da sfondo invece a Il pittore che visse due volte di Chris Paling, dove un enigma di fine Ottocento torna nel mondo di oggi, tra salti temporali e delitti irrisolti.
Ancora Ottocento per La donna che collezionava farfalle di Bernie Mc Gill, misteri familiari in salsa irlandese intorno ad un delitto atroce e mai spiegato fino in fondo.
Ancora un tuffo nella Londra vittoriana per l’autoriale Il ventre di Londra di Clare Clark, storia vera della costruzione delle fogne nella capitale britannica, oltre che delle ossessioni di un reduce dalla guerra di Crimea, tanto importante anche per la nostra Storia.
Una piccola Jessica Fletcher in erba è protagonista de La morte non è una cosa per ragazzine di Alan Bradley, poco probabile ma abbastanza divertente, meno spocchiosa della classica Nancy Drew.
Un Cold case tra l’oggi e la seconda guerra mondiale con partigiani e lotte per Aldo Cazzullo invece in La mia anima è ovunque tu sia, basato su leggende metropolitane dell’Albese, comunque intrigante.

Un’indagine nella Istanbul del Cinquecento, dove un investigatore veneziano si trova a dover svolgere una missione diplomatica e a cercare di scoprire la verità su alcuni delitti. Intrigante, appassionante, capace di portare in un mondo esotico e crudele.

Ancora un thriller storico, scritto da Phil Rickman, che porta nell’Inghilterra elisabettiana, non così praticata dal genere. Investigatore d’eccezione è un personaggio realmente esistito, John Dee, astrologo e consigliere di fiducia della regina, impegnato a scoprire un segreto legato a Re Artù e che può salvare il trono inglese. Molto intrigante, sarà che adoro quell’epoca.

Il Codice da Vinci ha fatto epoca come thriller esoterico, ma c’è di molto meglio, come questa saga di Kathleen Mc Gowan, che attraversa i secoli facendo incontrare personaggi come Botticelli e Lorenzo de Medici. Verosimile quanto si vuole, ma molto appassionante con un interessante retroterra storico che ti fa pensare a quante interpretazioni siano possibili.

Francesco Fioretti racconta con questo appassionante romanzo storico e thriller esoterico un’indagine sulla persona di Dante Alighieri, morto da poco, condotta da tre persone per qualche motivo a lui legate, che sospettano che sia stato assassinato per motivi esoterici legati alla sua massima opera, La Divina Commedia.
L’hanno paragonato a Il nome della rosa: non esageriamo, ma è comunque un libro piacevole, interessante, con cui si rivive un’epoca cruciale per la nostra Storia e si incontra un personaggio che spesso è solo legato a ricordi scolastici ma è stato un grande.

Ho iniziato a leggere i libri di questa serie di Lindsey Davis, gialli ambientati nell’antica Roma. E devo dire che se il buon giorno si vede dal mattino, le premesse sono ottime. Bella atmosfera, storia intrigante, ricostruzione d’epoca impeccabile in un mondo molto metafora dell’oggi, protagonista simpatico e scanzonato, tra Jean Paul Belmondo dei film anni Sessanta e Fox Mulder. Leggerò anche gli altri, se continua così merita.
Avevo adorato a suo tempo La donna del Père Lachaise, di Claude Izner, pseudonimo dietro cui si nascondono due sorelle parigine proprietarie di altrettante librerie (e già mi sono simpatiche!), Liliane e Laurence Korb, e mi sono precipitata su questa ulteriore avventura del libraio di fine Ottocento Victor Legris, alle prese con alcune morti misteriose durante l’Esposizione Universale che sancì l’inaugurazione della Tour Eiffel. E devo dire che non mi ha deluso, un bell’intreccio, bella l’epoca, adorabile il personaggio di artista protofemminista di Tasha, bella questa Parigi divisa tra la modernità e le vie narrate da Victor Hugo, belli i colpi di scena, e tante curiosità su quel lontano evento e non solo.
Ho scoperto che il nome originale di uno dei miei piatti preferiti, le patatine fritte, è pommes Point Neuf: furono cucinate per la prima volta sullo storico ponte, che ha visto tante storie vere e finte durante la Rivoluzione francese! Inutile dire che le adoro ancora di più, soprattutto con sopra della sublime senape di Dijon…