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Martedì 10 marzo scorso, mentre tornavo dalla bella presentazione al Circolo dei lettori di Alessia Gazzola, senza che me ne accorgessi, nel senso che c’era calca con sti due puzzoni che stringevano ma non ho percepito altro, mi è stata rubata la mia macchina fotografica nuova, presa venti giorni prima, con dentro la memoria zeppa delle foto che avevo scattato nei primi dieci giorni del mese, al Balon, al Libro ritrovato, alla manifestazione femminista e a tante altre cose. Insieme hanno borseggiato anche un ragazzo, uno dei tanti manovali o simili maghrebini, portandogli via il portafoglio con i suoi soldi guadagnati.
La cosa grave è che davanti a noi c’era una schifosa ispanica sessantenne, che ha visto tutto e non ha detto niente, solo quando era troppo tardi, perché aveva paura di ritorsioni contro i suoi “bambini”, due adolescenti in carne come la madre, stile Adinolfi e Ferrara per intenderci.
Non voglio fare discorsi populisti, io sono contro ogni forma di razzismo, ma anche contro il buonismo, che se ne esce con frasi tipo “poverini c’è la crisi” oppure “eh ma io ho paura”. Martin Luther King diceva che a ferire non sono le azioni dei cattivi ma il silenzio delle persone buone, anche se io credo che se sei vigliacco non sei buono.
Mi è stato consigliato di fare delle ricerche al Balon e allo scalo Vanchiglia, proverò, ma resto comunque disgustata. Da me che non sono stata attenta (e dire che lo sono, uso delle borse difficili da aprire e per scelta tengo un profilo basso senza fare acquisti lussuosi e non sono una maniaca delle marche costose elettroniche), da sti ladri che fanno schifo e soprattutto da questa donnaccia di merda, fallita, orrenda, cattiva, anzi peggio dei ladri che se ne è stata zitta come se fosse stata davanti ad un reality anziché dire qualcosa. A lei e ai suoi orrendi figliacci auguro ogni male, a cominciare dal fatto che qualcuno si comporti come lei e si giri dall’altra quando un giorno verranno magari aggrediti, derubati, molestati, o saranno su una barella di ospedale vittime della pingue che ammorba il loro corpo e la loro mente.
Se qualcuno sapesse qualcosa o trovasse la mia scheda mi contatti, grazie. E mi spiace aver sottovalutato il ragazzo derubato, che si è accorto subito del fatto (io ho controllato solo il portafoglio mi è venuto il dubbio poi il mattino dopo) e se serve una mano sono qui, aiutiamoci tra noi onesti contro i disonesti.

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Rughe, capelli grigi, vista che si annebbia… le prime due cose non mi toccano ancora, la terza sì.
Ma non è tutto brutto quando si hanno più di quarant’anni, anzi ci sono cose che mi fanno molto piacere.
1. Nessuno mi rompe più l’anima se dico che passo il sabato sera o il Capodanno a casa.
2. Posso dire tranquillamente che mi sposto con i mezzi pubblici senza che nessuno mi dica più che dovrei guidare.
3. Posso finalmente provare a far diventare dei miei hobby un lavoro.
4. Nessuno mi dice più che ad essere vegetariana rischio di avere problemi con il ciclo.
5. Il suddetto ciclo è diventato ormai una cosa da ridere…
6. Niente più rotture di scatole perché faccia un figlio, malgrado le mamme over 40.
7. Gli uomini rompono meno l’anima di anni fa con proposte sessuali e matrimoniali che tanto non mi interessano.
8. Fare cose insolite come studiare greco o giapponese, disegnare o simili non sono più viste come perdite di tempo.
9. Sull’autobus ti cedono il posto!
10. La cultura nerd è diventata di moda negli anni per cui posso considerarmi una guru!
Certo che poi i problemi ci sono, ma mi sento più serena oggi che quindici o vent’anni fa, quando ero ossessionata dal lavoro, dall’essere flessibile, dal correre dietro alle cose che danno da lavorare e non da quello che mi piace, dal non poter seguire le cose che amavo perché al massimo sono hobby, dal dover piacere agli altri altrimenti non va bene, dal perché non esci stasera… ma per carità, tornerei indietro solo per mandare tutti a stendere e fare allora la vita che sto facendo adesso.